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Liste d’attesa, in Umbria 38mila prestazioni sanitarie in sospeso

Pubblicato il 11 Luglio 2023 13:47

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“A fine giugno le prestazioni da evadere erano 38mila. Il 18 luglio avremo i dati aggiornati delle prime due settimane di questo mese. Sulle nuove liste d’attesa luglio sarà importante, perché dovremo abbattere lo ‘stock’ generato ed evitare di creare nuove prestazioni in attesa. Si tratta di un lavoro molto complesso”. Sono le parole di Donatella Tesei, intervenuta nella giornata di martedì 11 luglio a palazzo Cesaroni, nel corso della seduta del Question time. La presidente della Regione ha risposto all’interrogazione presentata da Paola Fioroni e Stefano Pastorelli della Lega, facendo il punto della situazione non solo sulle liste d’attesa legate alle prestazioni sanitarie, ma anche rispetto al bilancio della Sanità umbra. “Abbiamo ereditato – ha detto Tesei – 74mila prestazioni in attesa. D’ora in avanti ci sarà la distrettualizzazione delle prestazioni, per over 65 e fragili, affinché non debbano affrontare spostamenti troppo lunghi. Abbiamo messo in campo 7 milioni di fondi nazionali per abbattere le liste di attesa e permettere ai cittadini di avere risposte. Le Asl si sono occupate del 30% delle liste di attesa, appaltando il resto alle strutture private; al contempo il pubblico deve impegnarsi a garantire l’effettuazione delle nuove prestazioni”. Venendo invece ai costi della Sanità regionale, la governatrice Tesei ha rimarcato come questi siano aumentati “in modo forte e stabile, con una stima dal 10 al 15%. Se in Italia vogliamo garantire la sanità pubblica dobbiamo incrementare il fondo sanitario delle Regioni, che negli ultimi 15 anni ha subito forti tagli. Altrimenti ci sarà un peggioramento dei servizi offerti ai cittadini. Abbiamo presentato al ministero della Salute un piano per l’incremento dei posti letto – ha proseguito – che per oltre l’80% saranno pubblici. Qualcuno in quest’Aula parlava di un buco nel bilancio della sanità di 200 milioni, mentre Bonaccini (presidente dell’Emilia Romagna, ndr) chiedeva maggiori fondi al Governo per mantenere il carattere pubblico della sanità. A fronte di uno sbilancio delle sanità regionali aumentato di 700 milioni, l’Umbria ha il terzo miglior bilancio tra le Regioni italiane. Questo pone fine a certi ‘procurati allarmi’ lanciati anche all’interno di quest’Aula. Grazie ai fondi nazionali straordinari, il bilancio sanitario 2022 ha retto, ha mantenuto i servizi, senza bisogno di aumentare le tasse. I fondi straordinari del 2022 – ha concluso la presidente della Regione Umbria – devono diventare ordinari ed essere confermati”.

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