7.8 C
Foligno
domenica, Maggio 17, 2026
HomeEconomiaAppalti ferroviari, sindacati e lavoratori chiedono l’adeguamento dei buoni pasto

Appalti ferroviari, sindacati e lavoratori chiedono l’adeguamento dei buoni pasto

Pubblicato il 29 Settembre 2023 15:23

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

A Foligno arriva un nucleo Fs Security, è il primo in Umbria

Operativo uno staff di 10 addetti con l'obiettivo, tra gli altri, di vigilare sulle proprietà di Rfi e scongiurare atti vandalici. Ciancabilla: "Passo avanti, ma solo un punto di partenza"

Il “Nautismo” di Medorini approda a palazzo Trinci: oggi l’inaugurazione

L'artista eoliano porta a Foligno il movimento da lui ideato nel 2012 e premiato con il Leone d'Oro alla Triennale di Venezia. La mostra sarà visitabile fino al 28 giugno

Ventenne spintona un poliziotto e lo morde a un dito durante un controllo: arrestato

Il giovane faceva parte di una comitiva di sei ragazzi, fermati dagli agenti in un bar di Sant’Eraclio. Perquisiti, cinque di loro sono stati trovati in possesso di hashish, ad eccezione del ragazzo finito nei guai per resistenza e lesioni

“Con gli attuali 5,20 euro compriamo solo un panino”. È il grido di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti ferroviari che, quotidianamente, erogano servizi che vanno dalla ristorazione a bordo treno alla pulizia, dall’accoglienza alle piccole manutenzioni e ai quali viene attualmente corrisposto un buono pasto di 5,20 euro. Troppo poco, dicono, per pranzare o cenare durante la giornata lavorativa, soprattutto alla luce della crescita dell’inflazione, che ha inciso negativamente sul potere d’acquisto degli italiani.

Questo il motivo dello sciopero unitario indetto a livello nazionale da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Salpas Orsa, che si è svolto venerdì 29 settembre e che a Foligno si è concretizzato in un sit in di protesta di sindacati e lavoratori davanti alla stazione ferroviaria. Un presidio per chiedere a gran voce l’adeguamento del valore del buono pasto, passandolo da 5,20 euro a 8 euro. “Non ci sembra una richiesta assurda – ha commentato Sandro Gentili della Filt Cgil – anche perché l’adeguamento a 8 euro, rientra nella soglia della non tassabilità. Non chiediamo esborsi stratosferici, ma un adeguamento dettato dal carovita”.

“Quello degli appalti ferroviari – ha dichiarato Fabio Ciancabilla, segretario generale Fit Cisl dell’Umbria – è un mondo che molte volte viene dimenticato, nonostante si tratti di una parte importante della produzione del Gruppo Fs. I lavoratori, purtroppo, hanno un trattamento diverso e questo si manifesta sia a livello economico sia nell’erogazione dei buoni pasto”. La critica che viene mossa, infatti, è che mentre per i ferrovieri il buono pasto è stato portato a 10,50 euro, per i lavoratori degli appalti è rimasto fermo – come detto – a 5,20 euro. “Una differenza enorme” sottolinea Ciancabilla, per il quale “l’accoglimento della richiesta sarebbe il segnale di riconoscere anche a questi lavoratori l’importanza che hanno nel Gruppo Fs”. Secondo quanto spiegato dall’esponente della Fit Cisl dai consorzi sarebbe già arrivato il consenso all’adeguamento, ma a mancare sarebbero le risorse. “Tramite queste azioni di protesta – ha quindi concluso Ciancabilla – vogliamo stimolare il committente, ossia il Gruppo Fs, affinché integri economicamente i lotti che ha dato in gestione alle società appaltatrici”.

E a parlare nel corso del sit in folignate sono stati anche i lavoratori. Per Daniele Pocceschi “una richiesta giusta e sacrosanta in un momento di crisi come quello attuale”. “È una protesta in difesa dei nostri diritti – ha aggiunto – perché riteniamo sia arrivato il momento di un cambio di marcia: non è giusto classificare i lavoratori in dipendenti di serie A e serie B. L’indotto è lo stesso e anche il lavoro”. “Chi come me fa un servizio viaggiante – ha spiegato Fabrizio Ronchetti -, occupandosi della pulizia dei treni durante gli spostamenti, fa turni in cui sta fuori anche a pranzo o a cena e con un ticket da 5,20 euro siamo in difficoltà. Non è possibile mangiare sempre panini, è una cosa vergognosa. L’adeguamento – conclude – è un diritto che ci spetta”.

Articoli correlati