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Secondo open day vaccinale, i numeri di Foligno

Pubblicato il 10 Gennaio 2024 19:01

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Secondo open day vaccinale contro il Covid-19. Dopo quello del 27 dicembre scorso, l’Umbria è tornata a ospitare l’appuntamento “straordinario” dedicato alla somministrazione del vaccino contro il Sars-Cov-2. L’obiettivo non era certo quello di far registrare grandi numeri, quanto “sensibilizzare la popolazione a vaccinarsi – ha detto l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto – con l’obiettivo di ridurre la circolazione del virus, garantire una protezione soprattutto ai soggetti più fragili ed evitare complicanze che potrebbero portare anche al ricovero ospedaliero”. Dalla mattinata di mercoledì 10 gennaio anche la Usl 2 dell’Umbria ha aperto i sui 12 hub vaccinali su tutto il territorio di competenza: Folignate, Spoletino, Ternano e Valnerina. Gli utenti hanno potuto ricevere la propria dose senza necessità di prenotarsi. A Foligno l’hub aperto è stato quello dell’ospedale “San Giovanni Battista”: ottanta le somministrazioni effettuate. La vaccinazione al “San Giovanni Battista” conferma la sinergia tra l’ospedale e il Distretto, che verrà portata avanti anche in futuro per incrementare sempre più la collaborazione tra le due realtà del territorio. 

“La vaccinazione anti Covid-19 è un’importante misura di prevenzione della malattia – dichiara la responsabile dei team vaccinali di Spoleto, la dottoressa Sonia Gallo – che può aiutare a proteggere le persone dalle forme gravi, dall’ospedalizzazione e, in alcuni casi, anche dalla morte. Mi sento in dovere di esortare tutti coloro che ancora non si siano protetti ad aderire all’offerta vaccinale per prevenire la malattia. La possibilità per tutti di vaccinarsi contro il Covid – spiega la dottoressa Gallo – è una vera e propria occasione di salute per scongiurare gravi conseguenze che potrebbe avere la malattia causata dal Covid. È bene ricordare che questa vaccinazione consente di proteggere indirettamente i soggetti fragili con cui si è a stretto contatto riducendo il rischio di contagio all’interno di famiglie e comunità; è quindi davvero importante fare questa scelta per tutelare la salute dei singoli, dei più fragili e anche della collettività”.

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