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Tempio crematorio, Zuccarini incontra gli abitanti della montagna

In programma per la serata di venerdì primo marzo un’assemblea pubblica. Intanto la consigliera del Pd, Rita Barbetti, ha presentato una richiesta di accesso agli atti per capire a che punto è l’iter

Pubblicato il 29 Febbraio 2024 16:30 - Modificato il 1 Marzo 2024 17:00

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Un’assemblea pubblica per parlare della vicenda del tempio crematorio. È quella convocata per venerdì primo marzo a Colfiorito dal sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini. In programma alle 21 nella “Sala ristorante della sagra”, nell’ex campo container, servirà per fare il punto sulla vicenda che da qualche giorno ormai sta scaldando gli animi degli abitanti di Colfiorito e delle frazioni limitrofe. Gli stessi che, meno di una settimana fa, si erano ritrovati per esprimere la loro contrarietà a questa ipotesi, dando di fatto vita ad una mobilitazione spontanea accompagnata da una petizione che nel giro di poco ha fatto registrare centinaia di firme.

Nel corso dell’incontro, l’amministrazione comunale farà anche il punto sul lavoro fatto nei cinque anni di legislatura, ma di certo a farla da padrone sarà proprio la vicenda del forno crematorio, rispetto alla quale i cittadini chiedono che il Comune neghi l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto su un terreno privato, che si trova a pochi passi dalla Zona di protezione speciale del Parco di Colfiorito e a ridosso del Sic di Colfalcone, che interessa due comuni, Foligno e Nocera Umbra. Da questo punto di vista viene anche avanzata la richiesta, in questo caso alla Regione Umbria, di non concedere le relative autorizzazioni ambientali. I motivi sono presto che detti. “L’impianto di cremazione – così come riportato nella petizione – non è in linea con la vocazione turistica, commerciale, artigianale e rurale del territorio montano. Inoltre, comporterebbe un aumento del traffico e dell’inquinamento atmosferico, arrecando danni alle colture e alla biodiversità caratteristica della valle”.

Una battaglia, quella portata avanti, che ha visto scendere in campo la politica. Da un lato il gruppo di maggioranza Più in Alto e il consigliere del gruppo misto Domenico Lini, per i quali “il sito di Colfiorito è inopportuno” così come la montagna nel suo complesso; dall’altro, l’opposizione che appena circolata la notizia ha chiesto la convocazione della seconda commissione consiliare, ma non solo. Nelle scorse ore, infatti, l’esponente del Partito democratico, Rita Barbetti, ha richiesto l’accesso agli atti per capire a che punto sia l’iter. Interpellato sulla questione, il circolo cittadino di Legambiente, guidato da Marco Novelli, attende di vedere l’eventuale progetto per poter valutare l’impatto dell’opera sul territorio. “Solo a quel punto potremo esprimerci – spiega -, nell’attesa rimaniamo vigili”.

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