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Economia circolare, il depuratore di Castellaccio al servizio di 25mila utenti tra Spello e Foligno

Il progetto di revamping da 2 milioni e 750mila euro ha permesso di raddoppiarne le capacità, con l'impianto che produrrà ammendante rispettando le normative in materia di trattamento delle acque reflue. Il sindaco Landrini: “Acqua e rifiuti siano pubblici”

Pubblicato il 3 Aprile 2024 16:09 - Modificato il 4 Aprile 2024 11:26

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Un’opera da 2 milioni e 750mila euro che “tocca” circa 25mila utenze. È il depuratore in località Castellaccio di Spello, adeguato alle direttive in materia di trattamento delle acque reflue e che permetterà al territorio di fare un salto in avanti sul fronte dell’economia circolare. Una struttura importante, che non interessa solo gli abitanti spellani. A essere smaltite dal depuratore di Castellaccio (a confine tra Spello, Cannara e Assisi) sono infatti anche una parte delle utenze di Foligno. E se da un lato la pandemia ha rallentato il revamping, dall’altra la caparbietà degli attori in gioco ha permesso al territorio di poter contare su una struttura all’avanguardia. In primis Valle Umbra Servizi, che ha seguito tutta la fase esecutiva e che ha destinato al depuratore 750mila euro, a cui si aggiungono i 2 milioni provenienti dalle casse della Regione Umbria. Il gioco di squadra ha visto coinvolti anche il Comune di Spello e Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico), che ha curato la progettazione esecutiva.

L’investimento destinato all’opera ha permesso di non incidere sulle tariffe del servizio idrico, migliorando l’impianto già esistente e predisponendolo in vista di investimenti futuri. “Il depuratore – spiega l’ingegner Giancarlo Piccirillo, direttore dell’Area servizi a rete di Vus – raccoglie le acque reflue di Spello e una parte di quelle di Foligno (zona ospedale, ndr), mettendo in pratica un’importante interazione tra Comuni e raddoppiando la sua capacità da 12.500 a 25.000 utenze. Non ci fermiamo qui, perché nei prossimi mesi abbiamo intenzione di portare a termine un altro progetto (di circa 900mila euro, ndr) per minimizzare il consumo energetico”. In cantiere c’è infatti la realizzazione dei tetti fotovoltaici, che permetteranno di passare anche all’illuminazione a led. Un altro passaggio sarà quello che riguarderà l’impianto anti-intrusione visto che Castellaccio è finito, la scorsa estate, nel mirino dei ladri di rame. “Oltre a migliorare il trattamento e le capacità di depurazione – sottolinea l’ingegner Piccirillo -, i fanghi lavorati attraverso una centrifuga permettono di produrre ammendante e nulla finirà in discarica”. Le acque bianche, invece, finiscono nel vicino torrente Ose. Prima del loro rilascio, una centralina ne monitora la qualità.

Per il dottor Sandro Rossignoli, dirigente del Servizio idrico di Auri, si tratta di “un’infrastruttura molto importante, realizzata in tempi relativamente brevi. È un impianto all’avanguardia – prosegue Rossignoli – che rispecchia le caratteristiche verdi dell’Umbria, rispetta l’ambiente e le normative in materia di depurazione”.

“Siamo fieri del lavoro svolto da Auri e Vus – commenta il sindaco di Spello, Moreno Landrini –. Per quanto riguarda quest’ultima, siamo orgogliosi di farne parte e crediamo fortemente nei servizi pubblici di acqua e rifiuti. Gli interventi sono iniziati nel 2021 e rischiavano di deragliare, ma siamo stati bravi a rimettere il treno sui giusti binari”. In futuro sono previste anche visite guidate dedicate alle scuole.

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