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Una “Lettera alla città” per combattere la povertà educativa a Foligno

Il progetto prevede la realizzazione e il potenziamento di iniziative formative che coinvolgeranno una platea di circa 2mila ragazzi tra i 5 e i 14 anni. A promuoverlo la Diocesi in collaborazione con la Fondazione San Domenico da Foligno e la cooperativa Densa

Pubblicato il 12 Aprile 2024 15:53 - Modificato il 13 Aprile 2024 15:25

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Contrastare la povertà educativa, potenziando le iniziative di formazione dedicate ai giovani, facendone dei protagonisti della vita democratica cittadina. È ambizioso il progetto messo a punto a Foligno attraverso un partenariato tra la Diocesi, nel ruolo di capofila, la Fondazione San Domenico da Foligno e la cooperativa sociale Densa. Un progetto che nasce per rispondere a un bisogno urgente, come testimoniano i dati del Rapporto delle povertà in Umbria elaborato dall’Aur. Indagine dalla quale emerge come la povertà delle famiglie umbre, nel 2019, si attestasse all’11,2% contro una media nazionale del 10,4%. Ma non solo. Un altro studio, riferito questa volta al 2022, evidenzia come il 67,6% dei minori di 17 anni non sia mai andato a teatro, il 62,8% non abbia mai visitato un sito archeologico, il 49,9% non sia mai stato in un museo e il 22% non abbia mai praticato un’attività sportiva o fisica. È in questo quadro, dunque, che si inserisce il progetto “Lettera alla città”: nato sull’esperienza di don Lorenzo Milani (“Lettera a una professoressa, ndr), ha ottenuto un finanziamento di 194.500 euro nell’ambito dell’avviso pubblico “Educare insieme”, promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Risorse che, come spiegato da Chiara Corica di Densa, saranno impiegate per mettere in campo e rafforzare tutta una serie di azioni a beneficio di una platea di circa 2mila ragazzi, tra i 5 e i 14 anni, residenti nel comune di Foligno.

Entrando nel dettaglio, il progetto si svilupperà lungo un arco temporale di 12 mesi, nel corso dei quali i giovani saranno protagonisti di progettualità pensate sulla base delle loro esigenze, a cominciare dall’ambito extra-scolastico, con la promozione di attività ludico-formative all’interno dei luoghi della cultura della città, come musei e biblioteche, ma anche nelle zone interne del territorio comunale e negli oratori periferici e rurali, dove si riscontra un alto indice di fragilità sociale. E ancora iniziative volte a sviluppare le loro competenze trasversali e life skills nell’ambito della comunicazione in collaborazione con Radio Gente Umbra e la Gazzetta di Foligno, ma anche a far vivere loro la città, consentendogli di riappropriarsi di spazi urbani. Le risorse stanziate consentiranno, inoltre, di implementare il progetto “Cittadini del mondo”, che già da qualche anno la Diocesi e il Coordinamento degli oratori portano avanti promuovendo momenti di cittadinanza attiva nelle scuole attraverso la trattazione di tematiche di stringente attualità come l’attenzione all’ambiente o alla legalità. Giovani, ma non solo: “Lettera all città” chiama, infatti, in causa anche la comunità educante, prevedendo esperienze di formazione per i docenti. Davanti, dunque, un cammino di un anno, che si concluderà con la pubblicazione e diffusione di un “manifesto lettera” che coinvolga la comunità folignate a tutti i livelli: dalle famiglie alle scuole e fino ad arrivare alle istituzioni.

“La povertà educativa – commenta il vescovo di Foligno e Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino – è il problema dei problemi, perché quello che manca oggi è un orizzonte valoriale condiviso a tutti i livelli e i primi a farne le spese sono i ragazzi. Riscontriamo questa povertà educativa nelle case e nelle scuole che, nonostante siano un polo essenziale, oggi faticano. Ma c’è anche una povertà educativa ecclesiale. Occorre, dunque, un’inversione di rotta e questa Lettera è un urlo alla città a molteplici livelli”. “Con l’avvio di questo progetto – gli ha fatto eco monsignor Luigi Filippucci, presidente della Fondazione San Domenico da Foligno – possiamo dire che è sbocciata la primavera nella nostra città. Le agenzie educative da anni stanno lavorando sul territorio e la stessa chiesa si sta rimboccando le maniche. Non è facile, ma questa Lettera ci aiuterà a lavorare per dare affetto e sicurezza ai nostri ragazzi e presenza alle famiglie”. “Mi auguro che alla fine di questi 12 mesi – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Decio Barili – diventi una comunicazione di impegno della città, di tutte le istituzioni nei confronti dei ragazzi che sono patrimonio indisponibile della nostra comunità, perché non possiamo disporne ma dobbiamo sostenerlo e valorizzarlo”. Ad intervenire alla presentazione del progetto anche la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Monica Sassi. “È un progetto molto sfidante e bellissimo, che mette insieme tanti obiettivi e che fa rete, che è oggi il modus operandi di tutti. Mi piace l’idea che ci siano i ragazzi al centro, perché solo coinvolgendoli attivamente otterremo il meglio per loro. Ma è importante arrivare anche alle case, che sono il punto di partenza, perché è lì che i valori e le basi sono più forti”.

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