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Violenza di genere, al Commissariato di Foligno una stanza dedicata alle vittime

In via Garibaldi allestito uno spazio per le audizioni protette, frutto della sinergia tra polizia e Soroptimist International Club Valle Umbra. Il questore Lamparelli: “Un fenomeno sommerso che richiede una grande opera di sensibilizzazione e azioni preventive”

Pubblicato il 22 Aprile 2024 16:59 - Modificato il 23 Aprile 2024 16:18

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Una stanza dedicata alle audizioni protette delle vittime di violenza. Un luogo accogliente affinché chi si trova in una condizione di fragilità fisica e psicologica si senta al sicuro, a proprio agio e possa trovare il coraggio di denunciare gli abusi subiti. Insomma, “Una stanza tutta per sé”, come ben recita il nome che il Soroptimist International d’Italia ha dato al progetto di sostegno alle vittime di violenza e che, da 2014 al 2024, ha visto l’attivazione su tutto il territorio nazionale di ben 259 spazi di accoglienza e ascolto tra gli uffici di polizia e le caserme dei carabinieri, in virtù della sinergia avviata tra il service club e le forze dell’ordine.

L’ultimo, in ordine temporale, è quello inaugurato nella mattinata di lunedì 22 aprile all’interno del Commissariato di Foligno. Un’iniziativa che ha visto lavorare in stretta collaborazione la struttura di via Garibaldi, diretta dal vice questore aggiunto Adriano Felici, e il Soroptimist International d’Italia Club Valle Umbra della presidente Maria Cristina Zappelli, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno guidata da Monica Sassi. Colori pastello alle pareti e arredata di tutto punto con un divano, un tavolo, delle sedie ed anche dei giochi per bambini, la stanza è stata ideata dall’architetto Raffaella Conte. Al suo interno anche un quadro realizzato dall’artista Maria Teresa Romitelli. Insomma, un luogo caldo e – come detto – accogliente, che da oggi è a disposizione della comunità folignate, aggiungendosi così alla stanza che, sempre il Soroptmist, ha inaugurato nel 2019 nella caserma dei carabinieri.

L’inaugurazione della stanza per le audizioni protette all’interno del commissariato di Foligno

A prendere la parola, prima del taglio del nastro, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, è stato il questore di Perugia, Fausto Lamparelli. “L’inaugurazione di oggi rappresenta per Foligno un passo in avanti nella lotta ad un fenomeno al quale teniamo tanto, per cui ringrazio quanti hanno investito tempo e risorse in questo progetto. Un fenomeno molto spesso sommerso che richiede una grande opera di sensibilizzazione – ha quindi proseguito -, ma anche la consapevolezza che bisogna arrivare prima del primo schiaffo. Quello della violenza è un ciclo che va studiato e conosciuto e l’esperienza maturata negli anni dai nostri operatori dice che basta una semplice lite per andare a guardare cosa c’è oltre. Occorre, però, creare percorsi privilegiati perché chi subisce violenza si trova in una posizione difficile, che comporta l’andare a confidare a persone di fatto estranee cosa accade, spesso, all’interno della propria famiglia e non è facile. La normativa ha fatto molti passi in avanti a tutela delle vittime, ma la prevenzione è importante”.

L’inaugurazione della stanza per le audizioni protette all’interno del commissariato di Foligno

Come detto, l’iniziativa folignate si è avvalsa del prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. “È un onore per l’Ente che rappresento – ha dichiarato la presidente Monica Sassi – aver contribuito alla realizzazione di questa stanza che, seppur destinata ad un momento critico, deve avere le giuste caratteristiche per chi ne usufruisce: deve essere accogliente e non asettica, così che la vittima possa parlare di questioni che la scuotono profondamente. La violenza è una delle questioni più stringenti della nostra epoca, un fenomeno che incide sul rapporto di coppia, che può avvenire anche all’interno delle famiglie. È un problema trasversale, senza distinzioni di età, estrazione sociale, cultura e religione. Ma è anche un problema di sanità pubblica, per le conseguenze fisiche e psicologiche che comporta e che riguardano anche i minori. In quest’ottica il nostro dovere è contribuire a contrastarlo”.

La stanza per le audizioni protette realizzata all’interno del commissariato di Foligno

Ad intervenire sono state quindi Maria Cristina Zappelli e Adriana Macchi, rispettivamente presidente del Club Valle Umbra e del Soroptimist nazionale. “Crediamo tanto nella parità di genere – ha commentato Zappelli – impegnandoci fortemente per ridurre questo divario e prevenire certi fenomeni. E quando abbiamo di fronte persone che operano su questo fronte perché ci sia un cambiamento, siamo felici. Felici – ha quindi aggiunto – di aver partecipato alla realizzazione di questa stanza, frutto di una grande collaborazione”. “Stanze come quella che inauguriamo oggi – le ha fatto eco Adriana Macchi – servono per iniziare nuovi percorsi di vita. Abbiamo intercettato questo bisogno e abbiamo cercato di dare una risposta di concerto con le istituzioni, perché è necessario fare rete, anche se all’inizio non è stato facile. Questo spazio è, però, solo un punto di partenza anche per quello che possiamo continuare a fare. Occorre corresponsabilità perché ognuno può fare la sua parte ed essere sentinella. Sentinella anche nei luoghi di lavoro ed è questo un altro progetto che stiamo lanciando”.

La stanza per le audizioni protette realizzata all’interno del commissariato di Foligno

Ad arrivare a Foligno per l’occasione è stato anche Giuseppe Linares, direttore del Servizio centrale anticrimine della Polizia di Stato. “L’arresto e la condanna di chi compie violenza non bastano – ha spiegato – perché nei casi più gravi non ci restituiscono la vittima. L’obiettivo è quello di anticipare la soglia di tutela. Attraverso lo strumento dell’ammonimento siamo riusciti a salvare circa 3mila persone, ma per avere grandi risultati occorre anche la collaborazione della società. Dobbiamo parlare con le donne ma anche con gli uomini. Torno a Roma – ha quindi concluso – portando con me un senso di serenità che viene dal fatto che gli operatori che formiamo annualmente hanno la possibilità di lavorare in strutture come questa”.

A concludere la mattinata la benedizione della stanza per le audizioni protette da parte di monsignor Sorrentino. “Le crisi interne alle famiglie sono espressione di una crisi valoriale e relazionale, di una società sempre più frantumata – ha detto -. Ecco perché, come Chiesa di Foligno, abbiamo lanciato il progetto ‘Casa felice’ per riportare all’interno delle famiglie con la preghiera e, per chi non è credente, con la riflessione un sistema valoriale, così da creare quelle condizioni sociali che non sfocino in situazioni in cui è poi necessario intervenire”.

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