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“Trasporto pubblico nel caos”: sit-in in piazza a Foligno e Terni

Lunedì 20 maggio doppia mobilitazione del Partito democratico nelle due città umbre per chiedere “interventi immediati”. La denuncia di Franquillo e Spinelli: “I disagi vissuti dai pendolari ogni giorno sono incalcolabili. La Regione non muove un dito”

Pubblicato il 19 Maggio 2024 12:02 - Modificato il 20 Maggio 2024 17:08

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“Insostenibile”. Così i segretari comunali del Partito democratico di Foligno e Terni, Maura Franquillo e Pierluigi Spinelli, bollano la situazione in Umbria sul fronte del trasporto pubblico. Al punto che, di comune accordo, hanno messo in agenda per lunedì 20 maggio due presidi di protesta davanti alle stazioni ferroviarie delle due città: il primo, alle 12, a Foligno; il secondo, alle 14.30, a Terni.

Una mobilitazione, si legge nella nota inviata dai due segretari “dem”, “contro l’isolamento dell’Umbria, una regione tagliata fuori a causa di un trasporto pubblico locale nel caos”, ma anche “per dare voce al disagio di tanti cittadini e tante cittadine, di tanti pendolari, e chiedere una soluzione urgente al problema”. A supportarli, in questa battaglia, anche i parlamentari Pd, Anna Ascani e Walter Verini, che negli scorsi giorni si sono fatti portavoce della questione con un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, e che lunedì parteciperanno ai due presidi.

Per Franquillo e Spinelli, quella descritta, è una situazione che “rischia di aggravarsi ancora di più”. “Si sta mettendo a dura prova – dicono – la tenuta di una comunità: i disagi vissuti dai pendolari che ogni giorno usufruiscono dei treni nella tratta Foligno-Terni, interessata da lavori in corso, sono incalcolabili”. Tra le criticità segnalate “mezzi stracolmi, fermate soppresse, i cittadini costretti ad arrangiarsi con mezzi propri per poter andare a lavorare”. Insomma, per i due esponenti “dem” il territorio umbro è “nel caos”. Complice, denunciano, “una Regione che non muove un dito e resta ferma ad assistere al disastro”.

Da qui la decisione di far “sentire la nostra voce con forza, per richiamare le responsabilità di chi governa questo territorio e il Paese”. “Non si può più aspettare – concludono Maura Franquillo e Pierluigi Spinelli – le condizioni in cui versa il trasporto pubblico umbro richiedono interventi immediati”. 

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