Procedono a ritmo serrato le indagini della polizia sul movente che ha portato all’omicidio di Salvatore Postiglione, il muratore di 56 anni ucciso a coltellate all’alba di giovedì in via La Louviere. Delitto che sarebbe avvenuto per mano di un 17enne, a carico del quale domenica 10 novembre è scattato il fermo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e porto e detenzione ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Fermo rispetto al quale nella mattina di martedì 12 novembre si terrà l’udienza di convalida davanti al gip.
Trovato il presunto responsabile, però, a mancare all’appello sono i motivi che lo avrebbero spinto a compiere la violenta aggressione che si è rivelata fatale per il 56enne di origini campane ma da anni residente in città ed impiegato in una ditta edile folignate. Si indaga in ambito lavorativo, dal momento che anche il 17enne fino allo scorso ottobre aveva lavorato come operaio nell’edilizia, senza tralasciare però il rapporto personale tra i due. E si cerca di saperne di più anche attraverso la rete familiare ed amicale del giovane, raccogliendo le testimonianze di quanti lo conoscono e che potrebbero avere informazioni utili su eventuali dissidi tra il minore e la vittima.
Al lavoro gli agenti del commissariato di Foligno, diretti da Adriano Felici, e i colleghi della Squadra mobile di Perugia con a capo Maria Assunta Ghizzoni. A coordinarli, invece, non più la Procura di Spoleto ma quella dei minori di Perugia guidata da Flaminio Monteleone. È lui che ha fatto scattare il fermo, alla luce dei gravi indizi raccolti a carico del 17enne, nella cui abitazione sono stati rinvenuti gli abiti indossati la mattina dell’omicidio, le scarpe ancora insanguinate e il monopattino utilizzato per raggiungere il parcheggio della Paciana e da lì poi fuggire. Nessuna traccia, invece, dell’arma del delitto, che non è stata ancora ritrovata. Tanto su questo fronte quanto su quello del movente a dare risposte certe potrà essere solo il 17enne, ma al momento nulla trapela mentre – come detto – il lavoro degli inquirenti va avanti.
Così come vanno avanti gli accertamenti sulla salma del 56enne: in programma per lunedì sera una Tc total body, mentre per il primo pomeriggio di martedì è previsto l’esame autoptico, dal quale si cercherà di capire, oltre al numero di coltellate inferte, anche se ce ne sia stata una fatale o se la morte sia sopraggiunta per emorragia, come ipotizzato fino ad ora. All’arrivo dei soccorsi, intervenuti dopo la chiamata di due addette alle pulizie che si erano ritrovate nel parcheggio subito dopo l’aggressione, Salvatore Postiglione era ancora vivo seppur agonizzante. Il decesso, infatti, era avvenuto una volta giunto al “San Giovanni Battista” di Foligno, nonostante i tentativi di salvargli la vita.



















