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Con “La vita è sogno” si alza il sipario su Segni Barocchi Festival

L’apertura della 46esima edizione è in programma per venerdì 29 agosto con lo spettacolo ispirato al capolavoro di Calderón de la Barca a cura di Daniele Salvo. A seguire il premio a Massimo De Francovich

Pubblicato il 29 Agosto 2025 15:54 - Modificato il 29 Agosto 2025 19:01

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L’attesa è finita. A Foligno si alza il sipario sulla 46esima edizione di “Segni Barocchi Festival”, la seconda sotto la direzione artistica di Daniele Salvo con la collaborazione di Melania Giglio. Il festival andrà avanti per nove giorni, per poi concludersi sabato 6 settembre con l’ormai tradizionale Notte Barocca che coinvolgerà tutto il centro storico.

Intanto ad aprire l’edizione 2025 di “Segni Barocchi”, sarà questa sera (venerdì 29 agosto), alle 21, nella corte esterna di palazzo Trinci lo spettacolo “La vita è sogno”, ispirato al capolavoro dello spagnolo Calderón de la Barca e che dà il titolo a tutta la kermesse. Spettacolo che vede la firma dello stesso Daniele Salvo, con l’interpretazione, tra gli altri, di Graziano Piazza, Melania Giglio, Martino Duane, Alessandro Averone, Odette Piscitelli e Matteo Fiori. In scena un dramma filosofico che esplora il confine tra realtà e sogno con al centro il tema del libero arbitrio e il motivo dominante del disinganno, ossia la consapevolezza della natura crudele e barbara dell’uomo, della vanità mondana, rimediabili solo con un atto coraggioso di volontà e di fede che restituisca dignità e onore all’esistenza. A scandire la prima serata sarà, però, sarà anche il premio “Segni Barocchi 2025” all’attore Massimo De Francovich, con il riconoscimento che verrà ritirato da Maximilian Nisti.

Domani, sabato 30 agosto, invece, spazio alla musica con il concerto “È sogno o ver’?”, che vedrà l’esibizione di Giulia Faria (soprano, voce recitante), Irene Callieri e Giulia Capecchi (violino), Francesco Mattacchione (violoncello) e Anna Cortini (cembalo). In programma un evento che coniuga musica strumentale, vocale e declamazione poetica e filosofica permettendo all’ascoltatore di entrare nella dimensione del “Sogno”. Le voci poetiche di Giovan Battista Marino (1569-1625) e di Pietro Metastasio (1698-1782) dialogheranno, infatti, con altre voci musicali e strumentali del ‘600 e ‘700. Appuntamento alle 21, sempre nella corte di palazzo Trinci.

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