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Accoltellamento in centro, i legali dell’accusato ipotizzano la legittima difesa. Convalidato l’arresto

Giovedì mattina il dirigente comunale e il suo legale si sono presentati davanti al Gip per l'udienza di convalida. L'accusa nei confronti del 60enne folignate è di tentato omicidio

Pubblicato il 11 Dicembre 2025 13:01 - Modificato il 12 Dicembre 2025 11:17

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I legali di Francesco Maria Castellani punteranno sulla legittima difesa. Questo quanto emerso dalle dichiarazioni della difesa del dirigente comunale accusato di tentato omicidio, al termine dell’udienza di convalida, che si è tenuta questa mattina (giovedì 11 dicembre) al Tribunale di Spoleto e nel corso della quale è stato confermato l’arresto nei confronti dell’ingegnere folignate.

“La nostra posizione è vicina all’ipotesi di legittima difesa”. Così ha spiegato l’avvocato a Rgunotizie fuori dal tribunale spoletino, a seguito del confronto con il Gip. Confronto durante il quale il legale ha avanzato la richiesta di una misura cautelare meno afflittiva e sulla quale il giudice si è riservato di decidere con il pronunciamento che dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Nel frattempo Castellani resterà ai domiciliari. 

Castellani che durante l’udienza di convalida ha raccontato al giudice la sua versione dei fatti. Secondo quanto riportato dalla Tgr dell’Umbria quello di martedì mattina non sarebbe stato il primo diverbio tra i due uomini a causa dei cani. Secondo il racconto del 60enne, il pittbull di proprietà del 39enne si sarebbe avvicinato ai suoi cani. Da lì la lite che avrebbe portato la vittima ad avvicinarsi al dirigente comunale che a quel punto avrebbe tirato fuori il coltello a serramanico che aveva con sé e che poi avrebbe utilizzato per paura di essere aggredito. 

Versione che ora, però, dovrà trovare un eventuale riscontro. Ad occuparsi del caso, sotto il coordinamento della procura di Spoleto, gli agenti del commissariato di Foligno diretto dal vice questore Adriano Felici, al lavoro sulle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino e sulle testimonianze raccolte. 

Il 60enne ingegnere – lo ricordiamo – era stato arrestato martedì 9 dicembre e sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari con l’accusa di tentato omicidio (a suo carico anche il reato di porto abusivo di oggetti atti ad offendere, ndr) dopo l’episodio violento che si era verificato nella mattinata stessa di martedì tra via Garibaldi e via Niccolò Alunno.

Al culmine di una lite il 39enne, G. C., era stato colpito con il coltello e ferito gravemente all’addome. La vittima era stata quindi portata in codice rosso in ospedale e operata d’urgenza a causa di una profonda ferita che gli avrebbe causato una lacerazione allo stomaco. Il 39enne è tutt’ora ricoverato in prognosi riservata, nonostante non sia in pericolo di vita. 

(Articolo in aggiornamento)

Ha collaborato Maria Tripepi

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