Una situazione di violenze fisiche e psicologiche che si protraeva da mesi, da quando un folignate di 55 anni aveva iniziato a prendersela con la compagna e con la più grande delle due figlie, ancora minorenne. Una sequela di maltrattamenti a cui ha messo fine l’intervento della polizia, a cui si è rivolta la donna per porre fine a quello che era diventato un vero e proprio incubo.
Un incubo non solo per le due vittime della furia dell’uomo, ma anche per la figlia più piccola, ancora solo una bambina ma costretta ad ascoltare pesanti ingiurie e minacce di morte e ad assistere a continue vessazioni e ripetute percosse. Percosse che il 55enne riservava alla compagna, che veniva accusata di infedeltà e di non contribuire adeguatamente al bilancio familiare.
Un’escalation di violenza che ha portato la donna a chiedere aiuto. Ad occuparsi del caso sono stati gli agenti del commissariato di Foligno, diretto dal vice questore Adriano Felici. È stato a loro che la donna ha raccontato l’inferno in cui si erano ritrovate a vivere lei e le due figlie, quando l’uomo tornava a casa, il più delle volte ubriaco, e dava sfogo ad una violenza cieca.
Racconto che ha dato la possibilità agli agenti in forza al commissariato di via Garibaldi di procedere con tutti gli accertamenti investigativi del caso. Coordinati dalla Procura della Repubblica di Spoleto, i poliziotti hanno ricostruito la tragica vicenda che per mesi ha scandito la vita familiare della donna e delle due figlie.
Considerata la gravità della situazione emersa il Gip del Tribunale di Spoleto ha accolto la richiesta della Procura, quella cioè di disporre una misura cautelare a carico del 55enne per maltrattamenti in famiglia. Per l’uomo è così scattato l’allontanamento da casa, ma non solo. Non potrà avvicinarsi a nessuno dei luoghi abitualmente frequentati dalla compagna e dalle due figlie e in più è stata disposta a suo carico l’applicazione del braccialetto elettronico.


















