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Nidi e mense scolastiche, lavoratori in stato di agitazione. La denuncia: “Carenza di personale e precariato”

A Foligno Rsu e organizzazioni sindacali chiedono l’intervento del prefetto perché venga avviato il tentativo di conciliazione. Tra le criticità segnalate anche quelle relative a carichi di lavoro e organizzazione dei turni

Pubblicato il 16 Gennaio 2026 14:47 - Modificato il 16 Gennaio 2026 15:25

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A Foligno proclamato lo stato di agitazione del personale dei servizi educativi comunali (0-3 anni) e della ristorazione scolastica e cucine. A renderlo noto la Rsu e le organizzazioni della Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Ubs, che chiedono anche l’intervento del prefetto Francesco Zito perché venga avviato il tentativo di conciliazione previsto per i servizi pubblici essenziali.

Lo stato di agitazione proclamato è il frutto delle criticità che da settimane, fanno i sindacati, stanno interessando organici, sostituzioni, carichi di lavoro, organizzazione dei turni e gestione del precariato. Criticità di fronte alle quali non ci sarebbe stato nessun riscontro scritto né l’avvio di un confronto. Tutto questo mentre, sia nei nidi che nelle mense, il personale continua a fare il proprio dovere. “I servizi continuano a reggere – proseguono dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali – soprattutto grazie alla responsabilità e alla disponibilità quotidiana di lavoratrici e lavoratori, con un equilibrio però sempre più fragile”.

A preoccupare, più di tutto, sarebbe la situazione lavorativa di alcune educatrici assunte a tempo determinato che “dopo anni di contratti ripetuti e frammentati – denunciano Rsu e sindacati – stanno perdendo il posto di lavoro per il raggiungimento del limite massimo previsto per il tempo determinato senza che sia stato definito un percorso di stabilizzazione”. Il rischio paventato è quello di “perdere professionalità formate e già inserite nelle équipe”. “Una misura nata per contrastare l’abuso del precariato non può tradursi nella perdita di competenze e continuità su un servizio stabile” ribadiscono le sigle sindacali e le Rsu, per le quali “nei servizi 0–3 la continuità educativa non è un dettaglio: è un elemento essenziale della qualità, per i bambini e per le famiglie”.

Organico carente anche nelle cucine e nella ristorazione scolastica. Su questo fronte viene spiegato come “l’aumento dei carichi di lavoro in caso di assenze e la pressione sui tempi di produzione possono creare criticità organizzative che non possono essere gestite a lungo ‘in emergenza’”. 

Un quadro, quello delineato, che preoccupa i lavoratori e con loro anche Rsu e organizzazioni sindacali che chiedono ora l’apertura immediata di un tavolo operativo su organici, sostituzioni e organizzazione del lavoro; una soluzione strutturale per il fabbisogno stabile dei nidi 0–3, con percorsi di stabilizzazione e misure transitorie per garantire continuità; e, infine, risposte formali e tempi certi alle istanze del personale.

“Lo stato d’agitazione – concludono – è uno strumento per riportare la discussione su un terreno serio e concreto: tutelare chi lavora e prevenire ricadute su servizi delicati che riguardano l’intera comunità”.

Un questione, quella dei nidi e delle mense, finita nelle scorse settimane anche sulle colonne della Gazzetta di Foligno, all’interno di un’inchiesta in cui si poneva l’accento sulla necessità di difendere e tutelare i servizi educativi come i nidi, oggi presidio fondamentale per le famiglie, soprattutto per quelle che non possono contare su una rete familiare capace di prendersi cura dei più piccoli mentre mamma e papà sono al lavoro. 

Il tema dei nidi, così come quello delle mense scolastiche, inoltre era finito sotto i riflettori delle cronache cittadine anche per la decisione del Comune di aumentare le tariffe. “Da molti anni le tariffe erano ferme – aveva spiegato proprio l’assessore alla Scuola, Elisabetta Ugolinelli –, le abbiamo quindi adeguate al costo della vita compiendo una rivalutazione delle vecchie imposte, mettendo in atto anche un adempimento di legge”.

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