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Stop all’uso dell’acqua del Topino per irrigare i campi

A breve si farà ricorso alla diga sul fiume Chiascio: l’annuncio nella seduta della seconda commissione consiliare di Foligno, che ha visto anche la presenza dell’assessore regionale De Luca. Nel frattempo si attendono novità sui rinnovi delle concessioni

Pubblicato il 16 Gennaio 2026 17:34 - Modificato il 17 Gennaio 2026 13:37

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Presto le acque del fiume Topino non verranno più utilizzate per irrigare i campi della Valle umbra. A sostituire l’acqua del fiume ci sarà presto quella proveniente dalla diga sul fiume Chiascio. Una novità importante, a cui si era fatto cenno negli ultimi mesi e che sembra essere sempre più vicina alla realizzazione.

La notizia è arrivata dal presidente del Consorzio della Bonificazione Umbra, Paolo Montioni, e dal responsabile del settore Difesa e Gestione idraulica della Regione, Marco Stelluti, nel corso della seduta del 16 gennaio della seconda commissione permanente del Comune di Foligno. Sui banchi della commissione, alla presenza dell’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca, lo stato di avanzamento della situazione relativa alla gestione del rinnovo delle concessioni dei fiumi Topino e Menotre.

Durante l’assise, coordinata dal consigliere comunale Nicola Badiali (Stefano Zuccarini Sindaco), De Luca ha ribadito la volontà di mettere al centro l’equilibrio tra l’interesse pubblico e la sopravvivenza ambientale dei due fiumi, mentre si attende di sapere quale decisione prenderà la Regione rispetto alla sorte delle due arterie fluviali del territorio. L’assessore ha, poi, ribadito, la volontà di proseguire attraverso incontri pubblici – come già avvenuto negli scorsi mesi – per avere un confronto diretto con cittadini, associazioni e istituzioni sul futuro delle aree fluviali.

Alle parole di De Luca si è aggiunto anche il commento del responsabile del settore Difesa e Gestione idraulica della Regione Umbria, Marco Stelluti, che ha dipinto un quadro delle difficoltà e delle nuove prospettive del fiume Topino, la cui concessione è scaduta la scorsa estate e che ad oggi vive una situazione di forte impoverimento – se non di strutturale compromissione –, a causa degli importanti attingimenti.

“I dati – ha spiegato Stelluti – ci dicono che in Umbria perdiamo un millimetro di pioggia l’anno e questo porta i nostri fiumi ad impoverirsi per due motivi legati alla scarsità di piogge: il primo è che i fiumi ricevono meno acqua, mentre il secondo è figlio del fatto che le attività antropiche hanno bisogno di reperire acqua altrove, cioè nei fiumi, che, di conseguenza vengono svuotati. Il Topino è uno dei fiumi che ha sofferto di più questa situazione”.

“Per fortuna – ha aggiunto – i tecnici della Provincia e della Regione che in passato ci hanno preceduto hanno studiato un sistema di invasi che ora arriva in nostro aiuto. La diga sul fiume Chiascio al momento è in fase di collaudo e presto sarà utilizzabile per fornire alla Valle umbra acqua con funzione di irrigazione e all’occorrenza anche idropotabile”.

Alla strategia di tamponamento del problema annunciata da Stelluti, è seguito l’annuncio del presidente del Consorzio della Bonificazione Umbra, Paolo Montioni, che ha spiegato come “è in atto una rivoluzione culturale che porta il mondo agricolo ad una grande responsabilità. Abbiamo il progetto di non usare più l’acqua del Topino per uso irriguo – ha sottolineato –, per questo motivo ammoderneremo la vasca di San Sebastiano per ricevere l’acqua dal Chiascio”.

“A questo proposito – ha proseguito – in questi giorni abbiamo presentato un progetto all’Autorità di bacino per l’ammodernamento di tutto l’impianto irriguo di Foligno. Rifaremo tutte le condutture, rimetteremo tutti i contatori e ogni coltura avrà la sua quantità dedicata di acqua, nulla di più”.

Per il Topino sembra esserci in vista, dunque, una situazione di miglioramento, ma non va dimenticato che gran parte delle sorti del fiume dipendono dal rinnovo delle concessioni, finora principali responsabili del suo stato di salute e verso cui, per il momento, la Regione non ha ancora compiuto passi concreti.

LE CONCESSIONI DEL FIUME MENOTRE

Oggetto della commissione anche l’aggiornamento della situazione del Menotre, riguardo alla quale l’assessore De Luca ha ricordato come lo scorso 12 novembre sia scaduta la concessione per la centralina idroelettrica di Serrone, mentre il 21 febbraio scadrà per quella di Rasiglia.

Anche in questo caso, la Regione ha ribadito la volontà di andare avanti con la propria strategia di utilizzare le consultazioni pubbliche come strumento di interfaccia con le comunità che vivono i territori interessati e di orientamento delle proprie azioni, mentre non è ancora pervenuta alcuna decisione su come procedere. Nonostante De Luca abbia confermato la necessità di garantire il deflusso minimo vitale in alveo, rimane da capire se si sceglierà di rinnovare le concessioni sul Menotre o se, invece, il fiume verrà restituito alla natura.

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