Alla fine è spuntato il cantiere. Ma un cantiere, a quanto pare, non fa primavera. Ed è anche per questo che c’è chi chiede conto al Comune su come intende procedere, d’ora in avanti, su un aspetto del centro storico che è centrale in un’ottica di rilancio e di cura del tessuto urbano. Parliamo di pavimentazioni. Anzi, delle ripavimentazioni. Maxi progetto che a seguito del 1997 trasformò letteralmente le vie del centro storico donando alla città l’aspetto che vediamo oggi e creando un reticolo viario di pregio. Innegabile, al di là delle problematiche dei cantieri che stravolsero la città, il valore aggiunto che quel progetto generò per Foligno: vivibilità sensibilmente migliorata, rinnovata attrattività turistica. Poi, negli ultimi anni, sono iniziati i guai.

Le ripavimentazioni vennero pensate come primo tassello di una strategia di potenziamento della mobilità dolce, della creazione di un centro pedonale, di un alleggerimento continuo della mobilità su quattroruote nel centro storico. È andata diversamente. La linea delle Giunte Zuccarini è stata opposta: più auto, più traffico. Questo ha fatto sì che il processo di deterioramento delle pietre della pavimentazione subisse un’impennata. Così, ormai da qualche anno, le segnalazioni circa la necessità di interventi di sistemazione di quei tratti sono diventate continue. Il Comune ha provato a porre rimedio con rattoppi spesso arditi, come l’utilizzo di catrame per le strade al posto delle pietre. Non un bello spettacolo. La pressione dell’opinione pubblica, però, pare aver dato qualche frutto: da giorni è stato attivato un cantiere davanti all’auditorium “San Domenico” per la sistemazione di un ampio tratto di marciapiede divenuto pericoloso per i pedoni. Stop. Nessuno sa cosa succederà in futuro e se, ad esempio, si deciderà di “proteggere” la stessa piazza su cui affaccia l’auditorium, la cui pietra è diventata un enorme parcheggio che deturpa qualsiasi idea di decoro.
Su questo filone si inserisce un’interrogazione della consigliera di PattoXFoligno, Maria Frigeri, che già prima dell’avvio del cantiere sul marciapiede del “San Domenico”, ha depositato un atto in cui si chiede conto all’Amministrazione di ciò che intende fare per il recupero dei tratti dissestati e anche sull’idea di mobilità in centro.
“Non servono interventi spot, piccoli rammendi spesso realizzati con del bitume, la pavimentazione del centro storico di Foligno ha bisogno di un piano di manutenzione con un programma definito e di maggiore cura”, si legge nel comunicato stampa di PattoXFoligno. “Abbiamo presentato un’interrogazione rivolta al Sindaco e agli Assessori competenti sullo stato della pavimentazione del centro storico di Foligno, a circa quindici anni dal completamento degli interventi di ripavimentazione successivi al terremoto del 1997. Questo anche alla luce dell’intervento, iniziato i questi giorni, per la sistemazione delle pietre danneggiate davanti all’auditorium San Domenico”.
La pavimentazione del centro storico – si legge – è stata ricostruita con materiali di pregio come la pietra di Foligno nei vicoli e la pietra Serena nelle vie principali. Intervento concepito per una mobilità dolce e per la valorizzazione urbana e turistica della città. Tuttavia, a fronte di un investimento pubblico rilevante e della presenza di infrastrutture sotterranee moderne, oggi la pavimentazione mostra evidenti segni di degrado. Con tanto di foto allegate, PattoXFoligno documenta come finora “gli interventi di manutenzione eseguiti nel tempo risultino sporadici, inadeguati e spesso realizzati con materiali non coerenti, come il catrame, in contrasto con il decoro urbano e con le pavimentazioni originarie. A ciò si aggiungono il costante aumento del traffico veicolare e la diffusa sosta irregolare, fattori che incidono pesantemente sull’usura di superfici non progettate per sostenere carichi ripetuti e prolungati”.
Il punto su cui insisterà Frigeri in Consiglio è “la mancanza di una manutenzione programmata e di un efficace controllo del traffico. Elementi che compromettono la sicurezza e la fruibilità del centro storico e rappresentano anche un danno economico per la collettività, riducendo la durata di un investimento pubblico di grande valore”. “Foligno è una delle poche città completamente pianeggianti dell’Umbria – conclude la consigliera – e potrebbe diventare un modello di mobilità ciclabile e pedonale di qualità. Ma servono cura, visione e rispetto per lo spazio pubblico”.


















