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San Francesco, si è conclusa l’ostensione delle spoglie: oltre 370mila i pellegrini

Fedeli provenienti da tutte le parti del mondo sono approdati ad Assisi nell'ultimo mese per venerare i resti del Santo. Domenica, con la chiusura del portone della basilica, la cerimonia finale del periodo di esposizione del corpo

Pubblicato il 23 Marzo 2026 12:41 - Modificato il 23 Marzo 2026 13:11

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Si è conclusa la venerazione delle spoglie mortali di San Francesco. Il corpo era stato esposto lo scorso 22 febbraio e dopo un mese esatto è terminata la prima ostensione pubblica e prolungata dei resti mortali di San Francesco. Un mese intenso nel corso del quale oltre 370mila pellegrini da tutte le parti del monto sono approdati ad Assisi per venerare i resti del Santo, esposti in occasione degli ottocento anni dalla morte.

Un’affluenza record che ha fatto registrare una media di 10mila fedeli al giorno dal lunedì al venerdì e circa 18mila pellegrini dal sabato alla domenica. La maggior parte dei visitatori approdati (91%) erano di nazionalità italiana, mentre il 9% provenienti da Paesi esteri, con il 67% di questi arrivati da Paesi europei e il 33% da altre nazioni. Al primo posto tra i fedeli stranieri giunti ad Assisi gli statunitensi (5.833), seguiti dai polacchi (3.904) e dai croati (3.728). Tra i numeri anche oltre 100mila partecipanti alle oltre 170 celebrazioni nella chiesa superiore della Basilica, centinaia di volontari e collaboratori, oltre a 300 giornalisti appartenenti a circa 130 testate nazionali e internazionali.

“Siamo stati una fraternità riunita attorno a Francesco – ha dichiarato fra Marco Moroni, Ofmconv, custode del Sacro Convento –. Una fraternità di 370mila persone raccolte qui e di molte altre in tutto il mondo. Una fraternità composta e orante, che ha voluto incontrare, nel segno di povere e fragili ossa, tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito, che continua a portare frutto”.

“Molti mi hanno chiesto – ha invece sottolineato fra Giulio Cesareo, Ofmconv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – se mi sarei aspettato una risposta così importante dal punto di vista delle presenze e devo dire di sì: non avevo dubbi che saremmo stati in tantissimi a incontrare Francesco. Non mi aspettavo invece il modo raccolto e gioioso che ha contraddistinto il pellegrinaggio e la venerazione in Basilica”.

La preparazione della conclusione del mese di esposizione è iniziata ieri (domenica 22 marzo) con la chiusura del portone della Basilica. Alle 21.30 il suono delle campane ha dato inizio al rito presieduto da monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, alla presenza dei soli frati del Sacro Convento.

Una celebrazione intima e raccolta dopo la quale la teca in plexiglass è stata riposta all’interno dell’urna in bronzo dorato, con la cassa che è stata chiusa a chiave alle 22.30 circa. Dopodiché è seguita l’apposizione dei sigilli dell’urna di metallo, il suo inserimento all’interno del sarcofago in pietra nel pilastro al di sotto dell’altare maggiore e la saldatura dei sigilli della grata di metallo che lo chiude.

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