Montefalco si tinge di tradizione grazie alla sfida della “Ciuccetta”. Il 6 aprile, in occasione del Lunedì dell’Angelo, il borgo umbro tornerà a essere il palcoscenico di questo antico gioco, che per secoli ha scandito il tempo della Quaresima e delle festività pasquali nel territorio della Valle umbra.
L’appuntamento vedrà nuovamente sfidarsi i partecipanti in piazza del Comune, a partire dalle 15. Organizzata con passione dalla Pro loco cittadina, la manifestazione non è solo una competizione, ma un vero e proprio patrimonio culturale recuperato nel 1977 grazie all’impegno dei “ciuccettari” storici, dopo un lungo periodo di oblio che durava dal 1960.
Il valore della “Ciuccetta” ha ormai travalicato i confini regionali, ottenendo il riconoscimento dell’Associazione giochi antichi (Aga), che l’ha inserita tra le discipline ludiche più antiche d’Italia. Questa eccellenza territoriale rappresenterà, infatti, Montefalco e l’Umbria a Verona durante il prestigioso festival internazionale Tocatì.
Il meccanismo della sfida è rimasto fedele ai secoli passati: due contendenti si affrontano armati di uova sode, stabilendo tramite il sorteggio (il classico “pari e gaffu”) chi debba posizionare l’uovo “sotto” e chi debba colpire “sopra”, con l’obiettivo di infrangere il guscio dell’avversario in uno scontro punta contro punta.
Dietro la semplicità del gesto si nasconde una preparazione meticolosa e quasi scientifica. I veterani del gioco, custodi di segreti tramandati di generazione in generazione, sanno bene che la vittoria si costruisce molto prima del giorno di Pasquetta. Esistono infatti veri e propri studi empirici sulla resistenza dei gusci: si narra addirittura di “superuova” ottenute integrando il mangime delle galline con polvere di pietra e vitamine specifiche, nel tentativo di produrre un guscio capace di resistere a ogni urto e garantire il primato nell’arena della piazza.
Al di là dell’aspetto agonistico e folkloristico, la “Ciuccetta” celebra l’uovo come simbolo universale di rinascita e origine del mondo. Se un tempo per la società contadina l’uovo rappresentava una risorsa economica e nutritiva vitale, oggi la manifestazione funge da ponte verso il futuro, permettendo alla comunità di riscoprire le proprie radici identitarie.
L’appuntamento di quest’anno promette di rinnovare questo legame indissolubile tra storia e socialità, in attesa di scoprire chi, tra astuzia e fortuna, verrà incoronato re della Ciuccetta 2026.




















