Dalla regione più di 1,5 milioni di euro per le prestazioni sanitarie aggiuntive. In un contesto di forte tensione tra amministrazioni locali e governo centrale sulla gestione della spesa sanitaria, la giunta regionale dell’Umbria ha approvato, su proposta della presidente Stefania Proietti, uno stanziamento importante per affiancare i livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale.
La presidente ha motivato il provvedimento spiegando che “l’obiettivo è potenziare la capacità di cura e prevenzione regionale in un momento in cui l’aumento del Fondo sanitario nazionale non risulta in linea con l’inflazione e i costi delle procedure mediche, rendendo necessario un investimento diretto in innovazione tecnologica ed equità di accesso”. “Con questa iniziativa – ha detto –, la Regione riafferma il suo impegno costante nel superare i livelli base di assistenza, investendo in innovazione tecnologica, equità di accesso alle cure e prevenzione, in linea con gli obiettivi che ci siamo dati nel gestire la sanità regionale”.
I fondi sono stati ripartiti su cinque ambiti strategici, a partire dai 500.000 euro destinati all’estensione della vaccinazione contro il papillomavirus maschile come misura di prevenzione primaria, seguiti dai 400.000 euro per la profilazione genomica tramite Next generation sequencing, un investimento fondamentale per la diagnostica avanzata e la personalizzazione dei percorsi terapeutici nei casi di adenocarcinoma del polmone e colangiocarcinoma.
Ulteriori 361.000 euro sono stati allocati per lo screening neonatale esteso, volto alla diagnosi precoce di patologie metaboliche ereditarie, mentre 250.000 euro sosterranno l’assistenza sanitaria per cittadini stranieri e indigenti, garantendo loro l’accesso al medico di medicina generale, al pediatra e ai farmaci convenzionati.
Completano lo stanziamento 10.000 euro per le prestazioni dedicate agli invalidi di guerra e categorie assimilate. La delibera prevede inoltre un monitoraggio dello stato di attuazione delle attività entro il 30 giugno per eventuali riprogrammazioni delle risorse, specificando che questa iniziativa rappresenta solo una prima fase a cui seguiranno ulteriori stanziamenti per l’anno in corso.



















