Nomi, volti e vissuti diversi che hanno, però, una cosa in comune: essere piccoli tasselli di un mosaico variopinto, che racchiude in sé la storia di una città, di intere generazioni, di quel popolo che fa della Quintana una delle manifestazioni identitarie di Foligno. Nomi, volti e vissuti diversi che nel pomeriggio di mercoledì 27 maggio si sono intrecciati sul palco dell’auditorium “San Domenico” per celebrare i primi ottant’anni di una Giostra nata dalle macerie delle guerra e che, con tenacia, è arrivata fino ad oggi. Ed è a tutti loro, al loro impegno, alla loro dedizione e alla loro passione che l’Ente Giostra ha voluto dire grazie, per quello che sono stati, per quello che hanno fatto, ciascuno nel proprio piccolo. Una festa di popolo che ha voluto celebrare le tante anime che hanno contribuito alla crescita di quella che è, sì, una rievocazione storica ma che, per dirla con le parole del presidente Domenico Metelli, è diventata “leggenda”.
E così, mentre sullo sfondo scorrevano le immagini che ne ripercorrevano i momenti salienti, la platea ha assistito ad un andirivieni di uomini e donne a cui, in un gesto di profonda gratitudine, sono stati consegnati degli attestati di stima, magistralmente realizzati per l’occasione dal calligrafo Giampiero Binachini. “Qui – ha detto il presidente Metelli – ci sono persone che hanno dato tutto quello che potevano dare alla Quintana, portandola avanti in tutti questi anni. Ex priori, ex sindaci e personaggi che hanno fatto la storia di questa manifestazione. E noi siamo qui per ringraziarli, augurando alla Quintana altri 80 anni così, affinché le ‘nuove leve’ possano amarla come l’abbiamo amata noi. Perché la Giostra – ha sottolineato – non è solo un gioco di cavalli e tamburi, ma è solidarietà, è sostenersi a vicenda, è fare squadra”.

Una rievocazione che per tutto ciò che ha incarnato e continua ad incarnare è oggi l’unica ad essere riconosciuta all’interno del testo di legge sulla cultura, recentemente licenziato dalla Regione Umbria. “Non potevamo venire a mani vuote – ha commentato al riguardo il vicepresidente dell’Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori -. Essere all’interno di questo testo di legge non significa solo essere destinatari di uno stanziamento di risorse perenni, ma il riconoscimento di tutta la comunità umbra. Qui c’è cultura, socialità e arte, quest’ultima rappresentata dai palii di giostra che sono vere e proprie opere”. “È commovente – gli ha fatto eco la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi – che Foligno nel 1946, a guerra finita, abbia voluto ritrovare la pace, ritrovare se stessa e la propria comunità attraverso le proprie radici. È difficile essere custodi di un passato e portarlo nel presente: la Quintana lo ha fatto creando un rapporto intergenerazionale”. “È una macchina perfetta – è intervenuto il sindaco Stefano Zuccarini – e il bando di Giostra è un gesto di coraggio: la consapevolezza di ricominciare tutti insieme senza divisioni. In questi anni la Quintana è cresciuta e si è evoluta e il nostro compito è prendercene cura perché possa essere sempre più bella e viva”.
Parole, quelle pronunciate dalle istituzioni intervenute, a cui ha fatto seguito – come detto – la consegna di numerosi riconoscimenti, a cominciare da quelli alle forze dell’ordine, perché ogni anno consentono lo svolgimento, in tutta serenità, della manifestazione. Poi, il palco è stato di quegli uomini e di quelle donne che hanno lasciato una traccia nella storia della manifestazione: da Angelo Mazzicchi e Mario Roani, figuranti nella prima edizione del 1946, ad Anna Maria Rodante, a cui va il merito di aver rinnovato lo stile del corteo. E ancora Paola Tedeschi, tra le voci più autorevoli della parte storica della Quintana, Ambra Cenci, dama dal 1984 al 2006, Claudi Pesaresi, voce ufficiale del bando di Giostra e Mario Lai che dalla tribuna del Campo de li Giochi ha raccontato la Giostra tra gli anni ’80 e ’90.

Tanti, anche, i magistrati che hanno dedicato alla Quintana tempo, competenze, energia e passione: Feliciano Angelucci, Giovanni Bosi, Rita Barbetti, Paolo Fiordiponti, Fernando Fucinese, Vittorio Guarino, Marco Mariano, Luciano Mattioli, Alfiero Moretti, Giancarlo Partenni, Andrea Petterini, Luciano Piermarini e Stefano Trabalza. Per passare, quindi, agli ormai ex priori: Massimo Fiordiponti, Fabio Fiordiponti e Marco Guidoni per l’Ammanniti; Filippo Pepponi per il Badia; Aldo Amoni, Davide Angelucci e Renzo Angeli per il Cassero; Luciano Giusepponi, Daniele Mantucci e Francesco Felicioni per il Contrastanga; Mario Silvestri, Dario Santini, Giovanni Raveggi, Decio Barili, Massimo Montanari per La Mora; Alfredo Gramaccioni, Marco Cardinali ed Elisabetta Maggi Leoncilli Massi per il Morlupo; Stefano Mattioli e Riccardo Federici per il Pugilli; Italo Luna e Roberto Castellani per lo Spada. Tra i sindaci, invece, Maria Rita Lorenzetti, Manlio Marini, Giorgio Raggi, Maurizio Salari e Stefano Zuccarini.
Infine, per gli ex presidenti Pierluigi Mingarelli. “Un uomo che non si ferma mai – ha detto il presidente Metelli -, che di segni ne ha lasciati diversi e dal quale sono contento di aver preso il testimone”. “Credo che il testimone non poteva essere messo in mani migliori – ha detto da parte sua Mingarelli – Domenico ha dimostrato una grande capacità di innovazione e aggregazione”. Pierluigi Mingarelli ha quindi ricordato il difficile momento del terremoto, a seguito del quale “la Quintana aiutò Foligno a crescere, ma si strinse ancora più forte il patto di solidarietà tra e dentro il suo popolo”. Il ricordo è andato quindi ad un altro ex presidente Ariodante Picuti che fece della Quintana “un simbolo ed un emblema – ha dichiarato lo stesso Mingarelli – della città e per i giovani”.

Conclusa la consegna delle pergamene di ringraziamento, a conquistare la scena sono stati i priori dei dieci rioni, accompagnati dai cavalieri e dalle dame, protagonisti delle prossime Giostre e dei prossimi cortei storici. Ultimo atto di un pomeriggio che ha regalato grandi emozioni al numeroso pubblico dell’auditorium “San Domenico” è stata la presentazione dei palii di Giostra, realizzati da Luigi Frappi per l’edizione dell’Ottantenne, da Sissi, alias Daniela Olivieri, per la Sfida e da Mimmo Paladino per la Rivincita. Drappi che, come di consueto, andranno “al più bravo tra i bravi” dei cavalieri in campo nei tre appuntamenti del 30 maggio, del 13 giugno e del 13 settembre. Ora, dunque, l’attesa è tutta per sabato sera, quando la Giostra tornerà ad animare il Campo de li Giochi e i binomi sull’otto di gara se la vedranno con il dio Marte.




















