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Nidi, l’ipotesi del Comune: esternalizzare due strutture 

Nel tardo di pomeriggio il vertice con le famiglie, nel corso del quale l’amministrazione avrebbe ribadito l’impossibilità di procedere a nuove assunzioni per i vincoli di bilancio. Tra un mese un nuovo incontro

Pubblicato il 18 Giugno 2026 15:29 - Modificato il 12 Agosto 2026 08:41

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“L’idea che ci è stata prospettata è quella di esternalizzare il servizio, così da renderlo più adeguato alle nostre esigenze e fare in modo di poter accogliere più bambini”. È quanto hanno spiegato i genitori a margine dell’incontro che si è tenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì 17 giugno a palazzo comunale. A ricevere la delegazione di mamme e papà è stata l’intera giunta comunale, a cominciare dal sindaco Zuccarini. Nel corso del colloquio con le famiglie, l’amministrazione folignate avrebbe spiegato come la questione non sia di carattere meramente economico, quanto legata all’impossibilità di procedere a nuove assunzioni in virtù dei limiti imposti dai vincoli di bilancio.

Ecco perché la soluzione prospettata sarebbe quella di ricorrere a realtà esterne cui affidare il servizio. “Attraverso l’ausilio delle cooperative – hanno proseguito le famiglie, che nel frattempo si sono costituite in un comitato spontaneo – l’amministrazione punterebbe a garantire l’orario completo a tutti i bambini. Sarà una gestione ‘indiretta’ – hanno aggiunto -, per cui il controllo dei nidi rimarrà al Comune, così come la definizione del piano formativo e la selezione del personale”. Questo sulla base dei criteri che verranno definiti in fase di affidamento del servizio.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, l’esternalizzazione interesserebbe due dei nidi attualmente gestititi in maniera diretta dal Comune. Ipotesi che dovrebbe concretizzarsi non prima del prossimo mese di gennaio. Su questo fronte, però, i genitori hanno espresso non poche perplessità sul fatto che un cambio in corsa significherebbe destabilizzare i bambini, che si troverebbero da un giorno all’altro con educatrici diverse da quelle con cui hanno trascorso i primi mesi dell’anno educativo.

Oltre a questo, in attesa dell’esternalizzazione a permanere sarebbero le stesse criticità. Rispetto alle quali, però, le famiglie hanno chiesto dei correttivi. “Siamo riusciti a strappargli l’impegno di trovare una soluzione ponte per quanto riguarda l’inizio dell’attività a settembre per quei bambini che non possono avere l’orario integrale” hanno dichiarato. Se così sarà lo si capirà da qui a un mese, quando cioè amministrazione e famiglie si incontreranno nuovamente per fare il punto della situazione.

Da parte dei genitori è arrivata la proposta di un “sistema ibrido”, sul modello di quanto avviene in altri comuni umbri, così da permettere al personale delle cooperative di “coprire” quegli orari che le educatrici non riescono a garantire in virtù delle note criticità che hanno portato allo stato di agitazione che, lo ricordiamo, si protrae da ormai cinque mesi e che le ha viste prima scendere in piazza e ora ricorrere allo sciopero degli straordinari, supportate da sindacati ed Rsu. Una strada, quella proposta dalle famiglie che, però, secondo quanto avrebbe spiegato la dirigente d’Area, Sandra Ansuini, sarebbe di difficile attuazione. L’amministrazione, però, si sarebbe resa disponibile ad approfondire la questione.

Intanto i genitori sono pronti ad essere ricevuti dalla Regione, dopo la vicinanza manifestata nella giornata di ieri dall’assessore Fabio Barcaioli. Su questo fronte le famiglie hanno auspicato anche l’avvio di interlocuzioni tra Comune e Regione per l’individuazione di una soluzione che possa risolvere le criticità emerse in questi mesi. Resta da capire, invece, come si porranno ora sindacati ed Rsu alla luce di quanto emerso nel vertice tra amministrazione e famiglie. 

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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