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Le opposizioni si schierano contro la privatizzazione dei nidi comunali

Dopo l'apertura della giunta all'ipotesi che prevederebbe l'ingresso di cooperative nella gestione dei nidi, le forze di minoranza hanno attacco l'amministrazione. "Il sevizio non è un costo da tagliare, ma un investimento sul futuro"

Pubblicato il 19 Giugno 2026 14:11

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L’ipotesi di privatizzazione di due nidi comunali infiamma il dibattito politico folignate. Con una nota congiunta le forze di opposizione, composte dal Partito democratico, Patto X Foligno, Foligno in Comune, Foligno Domani e Movimento 5 Stelle, hanno espresso “la più netta e assoluta contrarietà” alla proposta avanzata dall’amministrazione ai genitori dei bambini che frequentano i nidi, definendola una scelta che rischia di porre fine a 53 anni di storia educativa, sociale e culturale, che ha reso i nidi comunali di Foligno un punto di riferimento per qualità e innovazione pedagogica.

A pesare, secondo i consiglieri di minoranza, non è solo il merito della proposta, ma anche il metodo. “Questa proposta arriva dopo settimane nelle quali sindaco e giunta hanno ripetutamente dichiarato, in consiglio comunale e negli incontri pubblici, che l’ipotesi della privatizzazione non era in alcun modo sul tavolo — si legge nella nota —. Oggi, a meno di un mese da quelle dichiarazioni, la stessa amministrazione smentisce sé stessa”. Un comportamento che, secondo l’opposizione, “mina la credibilità istituzionale del Comune”.

Il principio rivendicato dalle forze di minoranza è chiaro: i servizi educativi per la prima infanzia devono restare pubblici e gestiti direttamente dal Comune, “perché rappresentano un investimento sul futuro della città” e perché la gestione diretta garantisce “livelli di qualità, continuità educativa, controllo pubblico e tutela dei diritti che nessuna esternalizzazione può assicurare allo stesso livello”. La privatizzazione, avvertono, rischierebbe di produrre conseguenze pesanti sia per le famiglie che per i lavoratori, scaricando “i costi della cattiva amministrazione sul personale” e affidando le attività a lavoratrici e lavoratori delle cooperative, inquadrati in un sistema contrattuale e retributivo diverso rispetto ai dipendenti comunali.

Per l’opposizione, quanto sta accadendo non è frutto di un’emergenza imprevedibile, ma “il risultato di una totale assenza di programmazione politica e amministrativa”. Una responsabilità che, secondo i consiglieri, ha “un nome e un cognome: quello del sindaco, che avrebbe dovuto programmare per tempo il ricambio generazionale, le assunzioni necessarie e la continuità di un servizio strategico per il futuro della città”.

Le opposizioni ipotizzano che l’indebolimento progressivo del servizio fosse l’obiettivo politico reale fin dall’inizio: “Una scelta che colpirebbe uno dei patrimoni più preziosi costruiti da Foligno in oltre mezzo secolo di investimenti pubblici e di competenze professionali”. La richiesta finale è quella di un confronto immediato e serio con Regione, Governo, sindacati, rappresentanze delle famiglie e tutte le forze politiche e sociali della città. “I nidi comunali non sono un costo da tagliare — concludono —. Sono un investimento sul futuro”.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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