La situazione dei nidi comunali incendia anche la commissione controllo o garanzia, dove dopo oltre tre ore di dibattito e confronto non si è riusciti ad inquadrare una possibile soluzione condivisa.
Dopo l’audizione dell’assessore alla Scuola, Elisabetta Ugolinelli, che l’assise coordinata da Mario Bravi (Partito democratico) ha ascoltato, affiancata dalle dirigenti delle aree e Servizi sociali e scolastici e Servizi finanziari, Sandra Ansuini e Michela Marchi, e gli interventi dei sindacati e dei rappresentanti del comitato spontaneo dei genitori “Nidi comunali bene comune”, a delinearsi sono state due visioni assolutamente parallele della possibile via di risoluzione dei problemi vigenti.
Da una parte, infatti, il comitato dei genitori, attraverso gli interventi delle proprie rappresentanti in aula, ha ribadito la “preoccupazione riguardo all’indebolimento dei servizi e alla paventata esternalizzazione di due nidi”, alla quale ha accostato la propria volontà di “difendere un patrimonio sociale e civile, costruito nel tempo, e che pezzo dopo pezzo si sta perdendo”.
Fatte le dovute premesse, i genitori hanno chiesto all’Ente di fornire un quadro trasparente e aggiornato sulla situazione attuale del servizio, di attivarsi per utilizzare tutte le opportunità disponibili, tra cui il Fondo sociale europeo plus, e di aprire un confronto stabile con i rappresentanti dei genitori e dei sindacati per trovare una strada di risoluzione all’emergenza.
Proprio riguardo al Fondo sociale europeo plus, a venire rimarcata è stata l’importanza dell’incontro che la scorsa settimana ha visto l’assessore regionale alla Scuola, Fabio Barcaioli, incontrare una delegazione del comitato. Ad essere stata rappresentata una possibile soluzione ai problemi folignati nelle risorse che la Regione Umbria ha stanziato tramite il suddetto Fondo, che permetterebbe ai Comuni, previa manifestazione d’interesse, di accedere fino a 5.600 euro l’anno – fino al 2029 – per ogni nuovo posto nido creato, per un minimo di otto posti.
Posti che saranno riservati alle otto famiglie con l’Isee più basso di una specifica graduatoria e che non pagheranno la retta al Comune, che, appunto, sarà “risarcito” proprio attraverso le somme del Fondo, non pesando, dunque, sul rapporto del 27% tra spesa del personale ed entrate correnti, ossia il limite richiamato dall’Ente di palazzo Orfini Podestà come freno alle nuove assunzioni dirette.
Una strada che, come detto, risulta lontanissima da quella che il Comune ha annunciato di voler intraprendere, come sottolineato durante l’ultima seduta del consiglio comunale dallo stesso sindaco Zuccarini. Mentre il comitato dei genitori e l’opposizione seguono la scia tracciata da Barcaioli, come prospettiva valida, per l’Ente, la soluzione rimane quella dell’esternalizzazione di due strutture comunali, così da puntare ad ampliare l’offerta totale in città.
Per l’amministrazione e gli uffici, infatti, l’utilizzo dei Fondi europei richiamati dalla Regione sarebbe inattuabile per risolvere i problemi di rapporto educatrice-bambino vigenti. “Se usassimo i fondi europei – ha spiegato la dirigente Ansuini – dovremmo ampliare i posti totali. Il rapporto, quindi, sarebbe lo stesso e non si risolverebbe il problema. A questo si aggiunge il fatto che il Fondo ha una validità di due anni e ciò rende difficile programmare assunzioni, in quanto garantisce certezze limitate”.
“L’esternalizzazione – ha proseguito – ci dà la possibilità di concentrare le educatrici e togliere qualsiasi limite di accesso al servizio, senza intaccare il rapporto del 27% tra spesa del personale ed entrate correnti, che ci impedisce di assumere in modo diretto altre educatrici. L’esternalizzazione non va demonizzata a priori, ci sono molti esempi virtuosi, come nei servizi sociali”.
È proprio dall’assenza di assunzioni dirette ulteriori rispetto a quanto previsto nel Piano integrato di attività e organizzazione, che, invece, è stata mossa la critica dei sindacati, che dopo l’annuncio di Zuccarini della scorsa settimana sono tornati alla carica anche in commissione.
“Sul tetto del 27% abbiamo chiesto al Comune i calcoli della spesa del personale – ha incalzato Andrea Russo di Uil Fp –, ma da marzo non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Lo chiediamo perché proponiamo di investire 40mila euro su una spesa di personale di 14 milioni. Non crediamo che i costi per garantire il personale storico compromettano i limiti di spesa di tutto il Comune. Abbiamo comunque spiegato che se il 27% venisse confermato e, quindi, si dovesse procedere alle esternalizzazioni si potrebbe ragionare per un sistema che preveda l’affidamento alle cooperative solo per le coperture delle code orarie, non l’affidamento delle strutture in modo assoluto”.
Il rappresentante della Uil è anche tornato sulle parole espresse in consiglio comunale dal sindaco, che nella seduta del 23 giugno aveva attaccato direttamente le lavoratrici dei nidi. “Il sindaco – ha evidenziato Russo – aveva sostenuto che le problematiche dei nidi dipendessero dalle lavoratrici. Ciò le ha colpite particolarmente, perché parliamo di educatrici che con sacrificio hanno portato avanti un servizio pubblico di eccellenza”.
“Vedersi messe alla berlina sui social dal primo cittadino – ha aggiunto –, come se non meritassero rispetto per problemi di salute o maternità, ha avuto un effetto non trascurabile su di loro. Tra l’altro, si è fatto riferimento a delle situazioni di assenze numerose durante l’anno scolastico, ma riferite ad aspettative che non hanno costi per l’amministrazione. Questo per noi è inaccettabile”.
“Dopo le riunioni con i genitori e i sindacati degli scorsi mesi – ha poi replicato l’assessore Elisabetta Ugolinelli, facendo il punto delle intenzioni dell’amministrazione – abbiamo stabilito l’importanza di arrivare a poter allungare l’orario a settembre. Abbiamo dato mandato agli uffici di intraprendere un percorso in grado di farci arrivare ad una soluzione ponte tramite l’esternalizzazione, la quale garantirà che il servizio rimarrà sempre del Comune, sebbene ad operare ci saranno delle cooperative che però dovranno rispondere sempre all’Ente nell’organizzazione del servizio”.
La replica, però, non è piaciuta ai rappresentanti dell’opposizione, che in modo univoco hanno criticato la posizione di Ugolinelli e dei dirigenti. “L’esternalizzazione dei nidi in questa città – ha tuonato David Fantauzzi (Movimento 5 Stelle) – non può essere giustificata dal fatto che in alcuni casi questa funzioni. Si sta affossando un’eccellenza”.
“I servizi educativi – gli ha fatto eco Tommaso Feliziani (Partito democratico) -, nonostante le tante dichiarazioni, non sono una priorità di questa amministrazione. Esternalizzare è una scelta politica indiretta, in questo caso, a cui si arriva dopo che non si è saputo gestire il servizio”.
Al netto delle varie posizioni assunte, quello che rimane sugli scranni della commissione controllo o garanzia è che l’amministrazione non ha alcuna intenzione di virare rispetto alla linea presa negli scorsi giorni e, dunque, stando a quanto sostenuto dai suoi rappresentanti, l’esternalizzazione dei due nidi comunali è sempre più vicina.



















