“Desidero esprimere la mia gratitudine per la straordinaria tenacia dimostrata dai genitori che difendono una tradizione educativa che rappresenta un autentico fiore all’occhiello per la nostra regione”. È questo il commento dell’assessore regionale alla Scuola, Fabio Barcaioli, arrivato a seguito del suo incontro con la delegazione del comitato spontaneo di genitori “Nidi comunali bene comune” di Foligno.
L’incontro tra il rappresentante della giunta Proietti e i genitori dei bambini che frequentano le strutture dei nidi comunali folignati, è arrivato a seguito della recente conferma da parte del sindaco, Stefano Zuccarini, della volontà dell’amministrazione di esternalizzare, attraverso delle cooperative, la gestione di due dei sei nidi presenti a Foligno sotto l’egida comunale.
“Nel corso del confronto – ha spiegato proprio Barcaioli –, sono emerse le opportunità strutturate dalla Regione Umbria, che ha destinato ben sei milioni di euro del Fondo sociale europeo plus per attivare in tutto il territorio cinquecento nuovi posti nido nel triennio 2026-28. Questo piano sarà illustrato lunedì 29 giugno a tutte le amministrazioni locali, quando forniremo gli strumenti per accedere ai finanziamenti, e spero che sarà presente anche il Comune di Foligno”.
Barcaioli ha anche parlato della questione che vede palazzo Orfini-Podestà richiamare il limite del 27% nel rapporto tra spesa del personale ed entrate correnti per giustificare la mancanza di nuove assunzioni di educatrici. Secondo l’assessore alla Scuola “la Corte dei Conti stabilisce che le assunzioni interamente coperte da fondi europei o risorse finalizzate possano essere escluse dai tetti di spesa sul personale”.
“La Regione – ha detto – sta mettendo a disposizione oltre 500 posti aggiunti e risorse significative per rafforzare l’offerta pubblica. È importante che il Comune scelga di utilizzare queste opportunità, invece di procedere ad una riduzione dei posti. Il richiamo al limite del 27% non può diventare un pretesto per frenare lo sviluppo dei servizi, visto che esistono percorsi già tracciati che attendono solo di essere perseguiti con lungimiranza e volontà politica”.
Tuttavia, i suddetti fondi regionali possono essere utilizzati solo per la creazione di nuovi posti nido, non per sostenere i costi delle educatrici che operano già nelle strutture comunali. Per quanto una misura utile, rischia di non essere risolutiva rispetto ai problemi vigenti.
“Ringraziamo l’assessore Barcaioli e la Regione Umbria per la disponibilità – hanno commentato a margine dell’incontro i rappresentanti del comitato dei genitori – e il lavoro sui servizi educativi per l’infanzia. Confidiamo che l’amministrazione comunale rispetti gli impegni presi con le famiglie nell’incontro della scorsa settimana, vagliando anche le ipotesi emerse, comprese quelle indicate dalla Regione, per la salvaguardia e il potenziamento del servizio nell’interesse della città”.
Questo è stato l’ultimo capitolo di una vicenda innescatasi con la dichiarazione dello stato d’agitazione del personale dello scorso 16 gennaio da parte dei sindacati, che lamentavano problemi legati a organico, sostituzioni e carichi di lavoro.
A ciò va aggiunto che l’annuncio del primo cittadino è arrivato a seguito di vari incontri con i rappresentanti dei genitori per cercare di trovare una soluzione allo sciopero degli straordinari avviato dai sindacati e dalle educatrici il 9 giugno, che, stanti così le cose, promette di protrarsi fino all’8 luglio. Ultimo episodio quello del 17 giugno, quando per la prima volta era emersa l’ipotesi di esternalizzare la gestione di due strutture.




















