Un’iniezione di risorse per permettere ai giovani di diventare protagonisti delle campagne umbre, oltre che per spingere sull’innovazione verde e contrastare lo spopolamento delle aree interne. La Regione Umbria ha approvato il nuovo avviso pubblico per l’insediamento dei giovani agricoltori, mettendo sul piatto una dotazione finanziaria complessiva di ben 9 milioni di euro a valere sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Il bando, in pubblicazione sul bollettino ufficiale mercoledì 8 luglio, punta a scardinare una delle principali criticità del comparto locale: un’età media degli imprenditori della terra che, anche nel Cuore verde d’Italia, supera abbondantemente i 57 anni.
La novità della misura, confermata dall’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni, riguarda l’entità del sostegno. Ciascun giovane che sceglierà di insediarsi alla guida di un’azienda riceverà un premio a fondo perduto pari a 70mila euro, un incremento di 20mila euro rispetto ai vecchi bandi.
Per accedere al finanziamento, i candidati dovranno avere un’età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti, presentare un piano aziendale di sviluppo agricolo con investimenti di importo almeno pari al premio e impegnarsi a mantenere la conduzione dell’attività per un minimo 7 anni, in qualità di capo azienda. Le domande, infine, dovranno essere inviate tramite il portale del Sistema informativo agricolo nazionale entro il prossimo 24 agosto.
“Con questo bando – ha spiegato l’assessore Meloni – mettiamo a disposizione uno strumento concreto per accompagnare una nuova generazione di produttori. L’agricoltura è reddito, lavoro, tutela del paesaggio e futuro delle nostre vallate. Vogliamo premiare le imprese che guardano avanti: quelle che investono in digitalizzazione, biologico, qualità, aggregazione e servizi per le comunità locali. L’Umbria ha bisogno di giovani capaci di custodire la biodiversità, ma anche di parlare ai mercati esteri e usare le nuove tecnologie”.
La misura elaborata dalla Regione non si configura come un intervento isolato, ma come il tassello di una più ampia programmazione regionale dedicata alle nuove leve della terra. Tra la vecchia e la nuova programmazione comunitaria, Palazzo Donini ha mobilitato oltre 24 milioni di euro per il ricambio generazionale, che sommati ai 9 milioni dell’avviso odierno portano il totale degli investimenti oltre la quota dei 33 milioni di euro.



















