“In assenza di una Casa di comunità, su cui ad oggi non abbiamo ancora date certe, e senza una soluzione transitoria, i medici di medicina generale di Foligno saranno costretti a svolgere ore in altri comuni”. A lanciare l’allarme la sezione cittadina del Partito democratico, alla luce dell’obbligo per i medici di medicina generale di garantire fino a sei ore settimanali nelle case di comunità.
“È una scelta che va nella direzione giusta e che riconosce finalmente il ruolo della categoria nella sanità territoriale. Ma un accordo, da solo – proseguono –, non basta. Senza organizzazione, senza scelte operative e senza tempi certi, rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata e il caso di Foligno è emblematico e non più tollerabile”.
Senza una casa di comunità a Foligno, infatti, i medici – come detto – dovranno svolgere le ore in altri comuni. “Questo significa sottrarre servizi ai cittadini folignati e indebolire ulteriormente un sistema già sotto pressione”.
Una situazione che i dem non accettano. “Non è ammissibile – sottolineano – che i cittadini di Foligno paghino il prezzo dei ritardi e dell’assenza di programmazione regionale, pur consapevoli che questa assenza va ricondotta alla passata amministrazione Tesei, che ha escluso la città dalla possibilità di costruire una Casa di comunità con i fondi del Pnrr, con il totale silenzio assenso dell’amministrazione Zuccarini”.
Questioni alla luce delle quali il Pd chiede una “soluzione concreta” per permettere ai medici di medicina generale di operare a Foligno, “anche in via temporanea, individuando uno spazio idoneo che permetta la fruizione del servizio ai cittadini”.
Per i dem, infatti, garantire che i medici restino nei territori in cui operano e che i cittadini non vengano privati di un presidio fondamentale è il punto di partenza per rafforzare la sanità territoriale. “Diversamente, il rischio è quello di svuotare di senso una riforma importante e di alimentare ancora di più la sfiducia verso il sistema sanitario regionale. Sappiamo – concludono – che la direzione generale dell’Usl Umbria 2 sta lavorando in questa direzione. Auspichiamo un’accelerazione dei tempi”.



















