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Foligno, il costo della Tari sale del 2,7%: tariffe in crescita

Il costo totale del servizio rifiuti supererà i 17 milioni di euro. L'aumento effettivo si attesta al 2,7%, limitato grazie all'utilizzo di sanzioni applicate al gestore e al recupero di tributi non versati

Pubblicato il 22 Luglio 2026 20:33 - Modificato il 22 Luglio 2026 20:50

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Le tariffe della Tari a Foligno continuano a crescere, ma il recupero dell’evasione frena i rincari. Il quadro sostanziale della situazione relativa al cambiamento delle tariffe e del regolamento della tassa sui rifiuti è emerso nel corso della seduta della prima commissione consiliare di mercoledì 22 luglio. Modifiche che ora passeranno al vaglio del prossimo consiglio comunale utile.

Durante l’assise presieduta da Michele Bortoletti, la responsabile del servizio Tributi e Riscossione, Isenia Fiorani, ha spiegato come quest’anno il costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti a Foligno sia stato fissato da Auri “a poco più di 17 milioni di euro, cioè il 2,7% in più dell’anno precedente”. “Questa cifra – ha detto – vedrà 15 milioni destinati al gestore effettivo, cioè Vus, e i restanti all’Ente, che dovrà utilizzarli per coprire le spese di personale, i contenziosi e il fondo crediti di dubbia esigibilità”.

L’indice massimo di incremento del costo della Tari rispetto al 2025, secondo quanto stabilito dall’Autorità umbra idrico e rifiuti, è stato fissato al 4,78%. Il Comune di Foligno, però, è riuscito a mantenersi ampiamente nelle soglie consentite, fermandosi al 2,7%.

Un incremento che, come spiegato dal vicesindaco con delega al Bilancio, Riccardo Meloni, l’aumento sarà “minimo per le utenze domestiche, mentre sarà leggermente maggiore per quelle non domestiche”. “Per mitigare l’impatto sulle famiglie – ha detto – abbiamo utilizzato i proventi dei contributi non versati recuperati, pari a 276mila euro. Risorse che rappresentano un punto di partenza per limitare il costo della tassa per i cittadini”.

A questi numeri si aggiungono i 230mila euro che Auri ha comminato in qualità di sanzione a Vus, in quanto il gestore tra il 2020 e il 2023 avrebbe mancato di rispettare il contratto di servizio, per la parte riguardante la gestione dello spazzamento. Stando alla relazione di Fiorani, la somma, dunque, sarà recuperata dal Piano economico finanziario in due anni, sgravando, quindi i costi della Tari per il Comune di Foligno e, di conseguenza, per i cittadini.

Sul fronte del sostegno sociale, poi, attraverso quanto stabilito da Arera, verrà introdotto il bonus sociale Tari che prevede una riduzione del 25% per le famiglie a basso reddito.

Per le utenze non domestiche, come supermercati e artigiani, sono stati invece potenziati gli incentivi: chi provvede autonomamente al recupero di materiali riciclabili (come carta e cartone) potrà beneficiare di sconti sulla quota variabile della tariffa fino al 20%.

La tassa sui rifiuti a Foligno, seppur di poco, sta continuando a crescere, mentre in altri Comuni la tendenza è opposta. Questa è la linea che i commissari di opposizione hanno portato avanti durante l’assise. 

Prima di tutti, ad intervenire è stato David Fantauzzi (Movimento 5 Stelle), che ha incalzato tecnici e amministrazione, sottolineando come nelle nuove tariffe ci sia “un consistente aumento della quota fissa per le utenze domestiche, mentre si abbassa lievemente quella variabile”. “Questo – ha aggiunto – è l’opposto del concetto di tariffa puntuale. In alcune categorie di utenze non domestiche, siamo arrivati a cifre altissime e la Tari inizia ad essere una voce di costo importante per le attività, se gli aumenti continuano in questo modo. Quello gestito da Vus è uno dei Sub ambiti in cui la tassa cresce di più, non si può continuare in questo modo facendo finta che vada tutto bene”.

A fargli eco il “dem” Tommaso Feliziani, che ha sottolineato come “indipendentemente dal colore politico, ci sono realtà come Todi che riescono a limare i costi della Tari investendo, mentre a Foligno non si capisce cosa si voglia fare di fronte a questi aumenti”.

La replica sul punto è arrivata prima dal capogruppo Lega, Mauro Malaridotto, che ha dichiarato come sia “impossibile pensare di pagare la Tari come a Todi o a Perugia, dove diminuisce, perché finché persisterà l’attuale sistema di discariche. Il conferimento dei rifiuti, una delle voci più costose, sarà sempre molto costoso per noi”. “Accolgo con favore – ha aggiunto – queste nuove tariffe, che praticamente non aumentano per nulla i costi delle utenze domestiche”.

A concludere è stato il vicesindaco Meloni. “A Foligno – ha spiegato – manteniamo le tariffe dell’Irpef a scaglioni per tutelare i lavoratori con redditi più bassi, se non lo facessimo, come succede nei Comuni dove la Tari cala, avremmo le risorse per limitare gli aumenti. Allo stesso tempo – ha terminato – andremmo a penalizzare le buste paga dei cittadini e questo per noi non è pensabile”.

La presa d’atto delle nuove tariffe è stata approvata con 10 voti favorevoli e cinque contrari, dunque, come detto, sarà discussa nel prossimo consiglio comunale utile.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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