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L’Anatomia patologica del “San Giovanni Battista” intitolata a Luca Giuliani

Sabato 19 settembre la cerimonia con la scopertura della targa commemorativa. Un'iniziativa promossa per celebrarne il valore artistico e la dignità umana del compositore scomparso nel giugno 2025, ma c'è chi chiede un luogo più idoneo per ricordarlo

Pubblicato il 18 Settembre 2026 15:17 - Modificato il 18 Settembre 2026 15:21

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Il “San Giovanni Battista” si prepara ad intitolare la struttura complessa di Anatomia patologica a Luca Giuliani. La cerimonia si terrà sabato 19 settembre, a partire dalle 9.30, nella struttura di via Arcamone ospiterà la cerimonia ufficiale di intitolazione allo stimato pianista, compositore e docente scomparso prematuramente il 19 giugno 2025 all’età di 56 anni.

L’iniziativa, promossa dalla Usl Umbria 2, nasce dalla testimonianza di dignità, forza e composta dedizione con cui il musicista folignate ha affrontato il percorso diagnostico e terapeutico intrapreso nell’autunno del 2024. Un legame umano, prima ancora che clinico, maturato all’interno della struttura e culminato nella volontà della direzione aziendale e sanitaria di intitolare un presidio di fondamentale importanza diagnostica a chi ha saputo trasformare la prova della malattia in un messaggio di condivisione e memoria collettiva per l’intera comunità.

Nato a Foligno nel 1968 e diplomatosi al Conservatorio “Morlacchi” di Perugia, Luca Giuliani ha rappresentato un profilo eclettico nel panorama musicale: dal debutto nel 1994 al Supercinema fino alle prestigiose collaborazioni con grandi interpreti della scena nazionale e internazionale, tra cui Lucio Dalla, Jack Lenz, Iskra Menarini, Mogol, Bernardo Lanzetti e Susanna Rigacci. Ideatore di progetti didattici inclusivi come la scuola “Lezioni di Piano” e promotore di iniziative itineranti e benefiche a sostegno delle associazioni del territorio, il maestro ha proseguito la propria attività concertistica e d’insegnamento fino alle sue ultime esibizioni, lasciando un’impronta duratura nelle istituzioni e nella cittadinanza folignate.

Il momento commemorativo, come detto, si aprirà alle 9.30 nella sala Alesini dell’ospedale folignate con i saluti istituzionali del direttore generale dell’Usl Umbria 2, Roberto Noto, del sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, dell’arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve, il cardinale Gualtiero Bassetti, e della responsabile della direzione medica di presidio, Orietta Rossi.

La mattinata, introdotta e coordinata dal direttore della struttura complessa di Anatomia patologica, Angela Giannico, proseguirà con la proiezione di un filmato dedicato ai momenti di vita del Maestro e con una serie di testimonianze d’eccezione: tra gli interventi previsti figurano quelli di Giorgetta Paioncini, presidente dell’associazione “Donne Insieme”, del soprano Susanna Rigacci, del cantante Bernardo Lanzetti, del giornalista e autore Francesco Mura, della fotografa Federica Sclippa e dei campioni europei di tango Sara Lupparelli e Byron Torres.

Spazio, poi, ai vertici della neonata associazione culturale musicale “Luca Giuliani”, rappresentata dalla presidente Nicoletta Barnocchi, moglie del maestro, e dalla tesoriera, Paola Pompei, prima delle conclusioni affidate alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Alle 11.30, al piano terra del corpo centrale, si terrà la scopertura della targa commemorativa alla presenza della vicepresidente dell’associazione Paola Morlupo, seguita alle 11.45 dalla messa celebrata dal cardinale Bassetti nella cappella dell’ospedale.

Rispetto all’intitolazione c’è anche chi, appresa la notizia, con garbo e rispetto si è espresso in modo contrario. In una lunga lettera inviata alla nostra redazione, di cui riportiamo alcuni stralci, gli allievi della professoressa Maria Olivi, storico primario della struttura, hanno manifestato delle perplessità.

“Perché un reparto scientifico viene dedicato a una figura che non ha alcun legame con la sua storia?”. È con questa domanda che la missiva si apre, per poi proseguire entrando nel merito della faccenda: “La città ha cercato un modo per ricordarlo e ha scelto un luogo importante, pensando forse che ‘importante’ bastasse, non considerando che un reparto scientifico non è un luogo simbolico, è un luogo con una storia professionale ben precisa e che collocare il nome di Giuliani su una targa che identifica l’Anatomia patologica significa spostarlo in un contesto che non parla di lui, che non racconta la sua vita,  che non ci restituisce la sua identità. È un gesto che finisce per essere poco rispettoso  anche nei suoi confronti”.

Secondo i firmatari della lettera “Luca Giuliani merita un luogo coerente con ciò che ha rappresentato per la città, la bellezza, l’armonia, la musica per tutti, la delicatezza dei rapporti umani e non un luogo  che ha incontrato solo quando la malattia ha deciso di incrociare il suo cammino”. Alla scelta viene accostata anche un’alternativa, quella rappresentata dal nome della “professoressa Maria Olivi”.

“È stata la prima donna primario a Foligno – scrivono – in un periodo storico, gli anni ’60, in cui la scienza lasciava pochissimo spazio al sesso femminile, ha conquistato quel ruolo con competenza, studio, rigore scientifico, non per concessione ma per merito”. Nella lettera viene spiegato come fu proprio Olivi a costruire da zero ed anche in modo artigianale il primo laboratorio, a formare tecnici e medici, a portare la città dentro la medicina contemporanea. In un ospedale che stava crescendo, tra tanti uomini, la sua grande personalità si impose con quel suo essere contemporaneamente donna, moglie, madre e scienziata”.

“Olivi e Giuliani – si legge nella lettera –, sono due storie preziose ma non sovrapponibili. Intitolare un reparto alla sua fondatrice non sarebbe stata nostalgia ma giustizia storica, ed anche un atto di rispetto verso Luca perchè la memoria vuole il giusto nome al giusto posto. La città – è riportato in chiusura – può avere sbagliato il luogo ma non può cancellare la storia e la storia dice che Luca Giuliani merita  un posto che gli somigli e che la professoressa Olivi merita il posto che ha costruito”.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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