Ancora una volta i genitori, con bambine e bambini al seguito, sono arrivati in consiglio comunale per far valere a gran voce i loro diritti e quelli dei loro figli. Una battaglia che mamme e papà portano avanti da mesi, nel tentativo di chiedere un confronto diretto con l’amministrazione, invocando più trasparenza e una migliore gestione dei servizi educativi 0-3 anni gestiti del Comune.
Questa volta la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha animato la protesta dei genitori di questo pomeriggio (24 settembre), è stato l’aumento delle rette di ben 165 euro, rispetto allo scorso anno, dell’asilo nido “Francesco Innamorati” di Borroni. Struttura comunale la cui gestione diretta era stata affidata nel 2019 alla cooperativa “La Locomotiva”. Dal primo ottobre prossimo, però, la gestione passerà a La Piramide di Avellino, vincitrice della gara avviata dal Comune. Mentre La Locomotiva, come riportato nella determina dirigenziale 1543 del 16 settembre scorso, era stata esclusa dal bando di gara a causa di un ribasso considerato eccessivo.
“Una gara assolutamente legittima – è intervenuta Valentina, una delle mamme presenti alla protesta di questo pomeriggio -, ma che per le modalità con cui è stata gestita ci pone in una situazione di difficoltà, con rette assolutamente fuori mercato, pari a 660 euro al mese. Tariffe che vengono pagate negli asili nidi privati di Roma o Milano. A Foligno, invece il prezzario medio degli asili privati si aggira intorno ai 480, 500 euro”.

Una situazione che ha portato i genitori dei circa 20 bambini, iscritti all’asilo nido di Borroni, a trovare soluzioni alternative, come babysitter, inserimento dei piccoli nelle liste di attesa di altri nidi, iscrizioni in strutture di Comuni limitrofi o supporto attraverso la rete familiare. Attualmente, infatti, sembra che al “Francesco Innamorati” siano rimasti iscritti solo tre bambini.
“Ad oggi siamo quasi tutti riusciti a ricollocare i nostri figli presso altri asili – ha sottolineato ancora Valentina -, ci stiamo aiutando tra di noi per trovare delle soluzioni. E questo è un ulteriore prova del fatto di come questa retta non sia congrua”. Un prezzo che nasce da un “errore macroscopico – ha proseguito – con la fissazione di una base d’asta di 690 euro stabilita attraverso la consulenza di un soggetto esterno che, evidentemente, non ha rispettato le normative sulle aste che prevedono come il prezzo di base d’asta debba essere equo e rispondente al mercato”.
“Per continuare ad essere d’eccellenza il servizio deve rimanere interno al Comune – ha invece detto Anna Laura, un’altra mamma presente -. Invitiamo quindi l’intera amministrazione a fare un passo indietro e a prendere in considerazione la possibilità di ripristinare l’intero servizio”.
Ulteriore perplessità manifestata dai genitori, l’affidamento a cooperative esterne delle code orarie del servizio in quattro nidi comunali. “Non conosciamo gli educatori che subentreranno – ha proseguito Anna Laura -, persone che durante la mattinata sono impegnate in altri servizi e che nelle ore successive sorveglieranno il sonno di bambini piccolissimi, dai 6 mesi a 3 anni. Un servizio che facciamo il sacrificio di accettare se poi, però, il prossimo anno si avrà una soluzione diversa”.
L’inserimento con le nuove figure educative di riferimento nei quattro nidi comunali avverrà a partire dal prossimo primo ottobre: “Ci hanno detto che ci sarà una sola settimana di inserimento – ha detto Anna Laura -, ma non sappiamo in che modo verrà organizzata e come ai bambini verranno introdotte le nuove educatrici. Questo è il frutto di scelte scellerate – ha concluso – che vanno a pesare sulle spalle delle famiglie e dei bambini: siamo qui per protestare e continueremo a farlo”.
“Ciò che era un fiore all’occhiello per la città, ovvero i nidi comunali – è intervenuto David, uno dei papà presenti alla manifestazione -, con tutto quello che è stato messo in campo e proposto dall’amministrazione non sta portando a un miglioramento del servizio, ma a un netto peggioramento. Siamo qua oggi proprio per manifestare questo dissenso”.

Intorno alle 16 i genitori si sono ritrovati in piazza della Repubblica, poi, in gruppo, con bambini, bambine e passeggini, hanno raggiunto la sala del consiglio comunale interrompendo la seduta e chiedendo a gran voce di poter avere un confronto con la giunta, già domandato negli scorsi giorni dal comitato “Infanzia Bene Comune”, ma anche di poter parlare davanti a tutto il consiglio comunale per portare le proprie istanze.
A prendere la parola il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Galligari, che ha spiegato come la richiesta di parlare nella seduta consiliare non potesse essere accolta, ma ha disposto in un primo momento la sospensione dell’assise per dieci minuti. Dopodiché ha comunicato la decisione di un incontro di circa mezz’ora con l’assessore alla Scuola, Elisabetta Ugolinelli, delegata a prendere parte all’incontro dal sindaco, la dirigente dell’area Servizi sociali e scolastici, Sandra Ansuini e i capigruppo di tutti i gruppi consiliari di maggioranza e opposizione. Incontro al quale hanno partecipato anche alcuni genitori della scuola dell’infanzia che hanno portato sul tavolo l’incremento delle tariffe della mensa, “tra i prezzi più alti – hanno spiegato – di tutta l’Umbria”.
A margine del vertice alcuni genitori hanno definito l’incontro come costruttivo, mentre altri sono rimasti scontenti. “L’assessore Ugolinelli – ha detto Valentina – ci ha comunicato che stanno valutando un aiuto economico per le famiglie che decideranno di far rimanere i loro figli al nido di Borroni”. Tra i punti in fase di valutazione anche un affiancamento alle educatrici della nuova cooperativa, con cui è in programma una riunione il prossimo 29 settembre.
Richiesto dai genitori anche un tavolo di confronto permanente con l’amministrazione, rispetto al quale non è risultata chiara la risposta del Comune, e la convocazione di un consiglio comunale aperto per il quale invece sembrerebbe esserci stata un’apertura.



















