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“Francesco. Il Cantico” torna a Foligno: piazza della Repubblica teatro a cielo aperto

L’opera andrà in scena sabato 3 ottobre e coinvolgerà anche palazzo Trinci e la cattedrale di San Feliciano. Giacomo Nappini Casuzzi: “Riproporremo i momenti francescani nei luoghi in cui sono avvenuti”. A disposizione 500 posti a sedere gratuiti

Pubblicato il 25 Settembre 2026 11:25 - Modificato il 25 Settembre 2026 12:20

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Dopo il grande successo registrato al teatro “San Carlo”, nella piazza inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi e in piazza Silvestri a Bevagna, lo spettacolo “Francesco. Il Cantico”, commissionato da monsignor Domenico Sorrentino alla Compagnia stabile del Teatro San Carlo, sabato 3 ottobre, alle 21, torna a Foligno con una messa in scena a cielo aperto che avrà una scenografia d’eccezione, la centralissima piazza della Repubblica. Proprio lì, dove il Poverello vendette il cavallo e le stoffe. Ma non solo. La storia del Santo rivivrà anche attraverso altri luoghi simbolo della città, come palazzo Trinci e la cattedrale di San Feliciano.

“Saranno proprio i palazzi della città a dare vita e forma alle scene teatrali – ha spiegato il regista dello spettacolo e direttore artistico del ‘San Carlo’, Giacomo Nappini Casuzzi -. Palazzo Trinci rappresenterà il potere, mentre la cattedrale il luogo dello spirito. Tutto lo spettacolo correrà su questi due binari e sulla scelta fatta da Francesco. Abbiamo messo in scena questa rappresentazione in molte piazze – ha sottolineato -, ma farlo a Foligno significa riproporre i momenti francescani nei luoghi in cui sono avvenuti”. Foligno è stata infatti teatro di due avvenimenti fondamentali nella storia del Santo: oltre alla prima spogliazione, quella in cui – come detto – Francesco decise di chiudere con il passato e riconoscere Dio come padre, il secondo episodio riguarda la visione che ebbe frate Elia nel chiostro di San Francesco, dove gli apparve un sacerdote vestito di bianco che gli annunciò la morte da lì a due anni del Poverello. Ed è proprio sugli ultimi due anni di vita di Francesco che si sviluppa lo spettacolo. “Uno spettacolo – ha proseguito Nappini Casuzzi – che coinvolge professionisti accreditati del territorio, che si mettono a servizio della città”.

A curare la drammaturgia, che riserva un posto d’onore a Sorella Morte, voce narrante dell’intera storia, è stato Massimo Bernardo Dolci: “È stato un grande onore, per me, avere la possibilità di raccontare questi avvenimenti. Siamo ripartiti dalle fonti francescane e ci siamo avvalsi della collaborazione dello storico Felice Autieri. Non pretendiamo di dire la verità assoluta, ma abbiamo dato luce ad aspetti che non sono stati raccontati e lo abbiamo fatto attraverso una sinergia di discipline, che solo il ‘San Carlo’ che ha milioni di talenti può fare”. Tra gli oltre 200 attori, musicisti, danzatori e giocolieri lo spettacolo coinvolge anche i ragazzi del progetto “Chicco di grano”. “Un progetto – ha spiegato una delle referenti, Chiara Martelli – promosso insieme all’associazione ‘Dopo di noi insieme a noi’, che nasce dalla volontà di favorire la partecipazione di persone con disabilità, facendole essere pare integrante dello spettacolo”.

Cinquecento i posti a sedere, tutti gratuiti, previsti in piazza, con gli inviti che potranno essere ritirati a partire dalle 9 di venerdì 25 settembre all’Ufficio informazioni turistiche. L’accesso a piazza della Repubblica sarà comunque libero, consentendo a chiunque lo vorrà di assistere allo spettacolo in piedi. L’evento è promosso e organizzato dal Comune con il contributo della Regione in occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo. “Foligno è città francescana – ha detto l’assessore al Turismo, Michela Giuliani – e fin dall’inizio del nostro mandato ci siamo dati come missione quella di mettere in risalto quest’aspetto, iniziando con il monumento che sorge sul muro del palazzo delle Canoniche”. “Sono convinta che sarà un successo perché è molto suggestivo, generando uno scambio di emozioni. É bello andare a teatro – è intervenuta l’assessore alla Culutra, Alessandra Leoni – perché quando si esce, si ha voglia di parlare delle emozioni provate”. 

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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