Un finale beffardo spegne a un passo dal traguardo i sogni di gloria del Foligno, costretto a cedere le armi sul 3-2 al cospetto de L’Aquila, che ora si conferma più che mai capolista. Una trasferta proibitiva sulla carta, affrontata dai Falchetti con coraggio e tempra, strumenti che hanno permesso loro di accarezzare il pareggio fino alla fine.
La contesa del “Gran Sasso d’Italia” si è dipanata attraverso un copione intenso, in cui i biancazzurri non hanno mai smesso di lottare, rispondendo colpo su colpo agli arrembaggi dei padroni di casa. Sotto nel punteggio in avvio di gara, puniti dalla stoccata di Gasperoni al 17′, i ragazzi di Di Loreto hanno avuto il merito di non disunirsi, rimanendo aggrappati alla partita e chiudendo gli spazi alla corazzata di casa.
Il secondo tempo ha offerto il meglio in termini di agonismo e spettacolo. Prima il guizzo di Sylla, capace di rimettere l’incontro sui binari dell’equilibrio con una pregevole giocata personale al 22′, poi la nuova scossa aquilana firmata da Campagna dopo pochi minuti. Di Loreto, allora sceglie il suo bomber: fuori Svidercoschi dentro Babbi, che una volta in campo riporta il match in equilibrio, riportando la gara sul 2-2 grazie all’assist di Khribech.
Quando il match sembrava ormai incanalato verso il pareggio, la zampata in mischia di Chiarella al novantesimo ha gelato le speranze folignati, premiando forse oltre misura i padroni di casa per il volume di occasioni create, ma punendo severamente gli ospiti. Resta la seconda sconfitta consecutiva, ma anche la consapevolezza di potersela giocare a viso aperto contro le principali forze del campionato.


















