“La parola è la chiave fatata che apre ogni porta” e “la parola, la cultura e l’istruzione rendono i cittadini sovrani”. È partito da questi insegnamenti scolpiti nella pietra il viaggio nel cuore di Barbiana, attraverso le parole di Paolo Landi, vissuto dagli oltre 500 studenti e studentesse degli indirizzi Scienze umane ed Economico sociale del liceo “Frezzi–Beata Angela”, riuniti all’auditorium “San Domenico” per un appuntamento di straordinario spessore formativo e civile.
Protagonista dell’incontro, come detto, è stato Paolo Landi, ex allievo di don Lorenzo Milani e autore del volume “La Repubblica di Barbiana” (Libreria Editrice Fiorentina) che ha portato agli studenti folignati la testimonianza diretta di un’esperienza educativa destinata a rivoluzionare per sempre la scuola e la pedagogia italiana del Novecento. Accolto dai docenti e dalla comunità scolastica, l’incontro ha visto anche la partecipazione di don Giovanni Zampa, vicario generale delle Diocesi di Foligno e di Assisi-Gualdo Tadino-Nocera Umbra, che ha l’intenzione di portare a Foligno la grande mostra nazionale su don Lorenzo Milani, curata dallo stesso Landi e dalla Fondazione Don Milani.
Attraverso ricordi, aneddoti e riflessioni profonde, Landi ha delineato i contorni di una scuola pensata non come selettificio, ma come strumento imprescindibile di emancipazione, partecipazione democratica e lotta alle disuguaglianze. Il modello educativo narrato agli studenti è quello nato tra i boschi del Mugello e incentrato su tre capisaldi irrinunciabili, quali esempio, testimonianza e coerenza.
Nel corso dell’evento, gli studenti hanno potuto ripercorrere l’itinerario umano e professionale di Landi: dal vissuto nella scuola di Barbiana fino al lungo impegno civile nel sindacato Cisl, nella tutela dei diritti dei consumatori con Dìconsum e come esperto a Bruxelles sui temi dell’energia e dei diritti dei cittadini, senza tralasciare gli oltre 300 incontri tenuti in tutta Italia — anche all’interno degli istituti penitenziari — per trasmettere il messaggio milaniano.
L’incontro ha offerto ai giovani l’occasione per interrogarsi sull’attualità del pensiero di don Milani, la cui lezione — richiamata anche dal magistero di Papa Leone XIV per la straordinaria capacità di unire giustizia sociale e missione sacerdotale — continua a interrogare il mondo contemporaneo. Ma anche per ribadire che la scuola deve tornare a essere il luogo in cui si impara a interpretare la realtà, a rifiutare l’indifferenza e ad assumersi la responsabilità personale di cambiare la società, trasformando la cultura in uno strumento autentico di libertà e consapevolezza.


















