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Sottopasso ferroviario, la denuncia di Federconsumatori: “Che fine fa il marmo?”

Pubblicato il 25 Marzo 2016 09:35 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:00

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“Qui le mattonelle vengono tolte scientificamente, ma che fine fanno?”. La denuncia arriva direttamente dal presidente regionale di Federconsumatori Alessandro Petruzzi, che prende di mira quanto sta avvenendo nel sottopasso ferroviario di Foligno. Un’opera inaugurata circa dieci anni fa che collega piazzale Unità d’Italia con via dei Preti e che ora è soggetta ad una nuova polemica. “Passo qui sotto circa due o tre volte alla settimana – spiega Alessandro Petruzzi -. All’inizio pensavo che alcune mattonelle cadessero da sole, ma col passare del tempo non mi sembra sia così”. Per il presidente di Federconsumatori infatti “è come se qualcuno le togliesse per sostituirle con il cemento, senza incollarle di nuovo”. Ed effettivamente, percorrendo i circa cento metri del sottopasso ferroviario, le lastre di marmo mancanti non sono poche. Ci sono interi tratti dove le mattonelle sono interamente sostituite da cemento. “Al momento della realizzazione dell’opera – spiega Petruzzi – il marmo deve essere costato sicuramente più del cemento. Perché mai i blocchi non vengono riposizionati? Ho notato che i tratti senza mattonelle vengono lasciati così per una ventina di giorni – prosegue – e poi al loro posto viene messo il cemento. Denuncio pubblicamente quanto sta avvenendo, chiedendo spiegazioni a Rfi”. In attesa di una risposta, il sottopasso ferroviario di Foligno rimane a “chiazze”. In gran parte ancora di marmo, ma con importanti tratti con “toppe” di cemento.

 

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