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Boccata d’ossigeno, è arrivata la cassa integrazione per i lavoratori del Forno Nocera Umbra

Pubblicato il 25 Marzo 2016 12:13 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:00

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Dopo un Natale amaro, sarà una Pasqua decisamente più dolce per i lavoratori del Forno Nocera Umbra. Sono stati sbloccati i pagamenti della cassa integrazione ordinaria e straordinaria che i dipendenti aspettavano da tempo e dei quali ora possono usufruire. E’ arrivata la cassa ordinaria di settembre insieme a quella straordinaria, che durerà un anno, da ottobre a gennaio. Ossigeno puro soprattutto per quei 15 lavoratori che sono a casa oramai da mesi e che sperano di poter tornare in attività. Se dall’Inps qualcosa si è mosso, non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda Comune e Regione. Gli amministratori locali ancora non hanno ricontattato la Cisl per un incontro. Dopo un primo contatto degli scorsi mesi con l’assessore folignate Giovanni Patriarchi infatti, nessuno si è più fatto vivo. La speranza dei sindacati è quella di potersi sedere ad un tavolo e pianificare una strategia che possa sostenere lo storico marchio umbro. BIANCONI – Per quanto riguarda il settore alimentare, sembrerebbe essere iniziata con il piede giusto l’avventura del gruppo campano De Matteis, subentrato da poco tempo alla guida del pastificio Bianconi, attualmente in concordato. Riassunte 11 persone delle 39 rimaste senza lavoro, l’azienda aveva annunciato la possibilità di prenderne altre 4 entro l’anno e successivamente possibili nuovi ingressi nei prossimi due anni. La cassa integrazione per alcuni di loro è prossima alla scadenza. E’ per questo che i sindacati lo scorso 16 marzo si sino incontrati per fare il punto della situazione. “Ci sono ancora spazi di manovra per ulteriori assunzioni – spiegano Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil – considerato che alcune postazioni per ora sono coperte da personale distaccato che viene dalla casa madre e altre da interinali. I lavoratori si sono dichiarati disposti a tutto – proseguono – noi intendiamo richiamare l’attenzione in primis dell’azienda, alla quale inviamo richiesta di incontro ad hoc sul tema, ma sopratutto l’interesse delle istituzioni locali, sempre pronte a pontificare, ma poco ad intervenire”. I sindacati chiedono uno sforzo in più, per cercare di rilanciare con più forza uno degli ultimi pastifici dell’Umbria. “Dall’assemblea – concludono i sindacati – è emersa la necessita di seguire passo dopo passo la proceduta concordataria, dalla quale dipende anche il pagamento delle pendenze a favore dei lavoratori, che in questo momento di difficoltà potrebbero rappresentare una vera boccata di ossigeno”.

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