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Aerospazio, grande successo a Foligno per il workshop sulla manifattura additiva

Pubblicato il 29 Marzo 2016 13:16 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:58

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Concretezza, questa la parola d’ordine protagonista del workshop “L’Additive Manufacturing nel settore aerospaziale” che si è svolto presso l’ex Bic della Paciana a Foligno, promosso dal Cluster Umbria Aerospace e da Sviluppumbria. Più di cinquanta imprese, due università e tre centri di ricerca di livello nazionale hanno partecipato all’incontro di Foligno, particolarmente apprezzato per aver dato voce all’esperienza rispetto alle nozioni teoriche. Gli interventi, per volontà degli organizzatori, si sono infatti concentrati sulle sperimentazioni nel campo delle applicazioni industriali di questa nuova tecnologia produttiva, con uno sguardo alle possibilità di sviluppo, sempre in un’ottica di sostenibilità tecnico-economica. Ciò ha comportato l’estensione dell’interesse dal settore aeronautico, anche a quello del biomedicale, dell’ICT, dell’energia e della meccanica di precisione in generale. L’intervento di Paolo Gennaro, responsabile della business unit Additive manufacturing di AVIO General Electric, ha messo in risalto l’esperienza del gruppo italo-americano, uno dei più importanti a livello globale che da anni applica la tecnologia nel settore aeronautico ed energetico. Mauro Varasi, responsabile della ricerca di Finmeccanica, ha portato l’esperienza delle divisioni che stanno utilizzando la manifattura additiva con risultati significativi. Si tratta di Alenia, Thales Alenia Space, Agusta Westland e MBDA. A compendio di questi interventi, quelli del Cira (Centro ricerca aerospaziale di Napoli) e del Csm (Centro Studi Materiali di Roma) che hanno argomentato alcune risposte tecniche alle svariate criticità di utilizzo delle polveri metalliche. “Credo che le imprese socie del Cluster aerospaziale – dichiara il presidente Antonio Alunni – ma anche le altre che hanno partecipato, abbiano potuto acquisire elementi utili per poter valutare in maniera ragionata le reali potenzialità di un’introduzione della tecnologia nelle rispettive realtà produttive”. Soddisfatto dell’iniziativa anche Gabrio Renzacci, presidente di Sviluppumbria, che ha colto l’occasione per parlare dell’intento dell’ITS Umbria (la scuola di alta specializzazione post diploma cui partecipano le imprese) di realizzare proprio nell’ex Bic una mini factory da utilizzare per la preparazione anche dei futuri operatori dell’additive. “Crediamo che agli sforzi tecnologici e finanziari – afferma – debba essere affiancata l’opportunità di trovare anche in Umbria il personale adeguato per poter ‘dare le gambe’ a questi processi produttivi”.

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