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Vernaccia, Cannara lavora per iscrivere il vitigno nel registro nazionale

Pubblicato il 31 Marzo 2016 13:47 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:56

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Valorizzare ed iscrivere il vitigno autoctono dell’uva Cornetta nel registro nazionale delle varietà di vite. E’ l’obiettivo che istituzioni e produttori di Cannara si sono posti per valorizzare ancora di più la famosa Vernaccia. Il percorso è partito oggi, giovedì 31 marzo, nella tavola rotonda che ha aperto la Festa della Vernaccia, in programma fino a domenica 3 aprile. A promuoverla la sezione comunale dell’Avis, in collaborazione con la Proloco e con il patrocinio del Comune. All’incontro, insieme al primo cittadino cannarese Fabrizio Gareggia hanno partecipato l’oxologo Angelo Valentini, il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella e il professore dell’Università degli Studi di Perugia Alberto Palliotti che ha illustrato i risultati scientifici della ricerca che l’ateneo ha condotto. Presenti, inoltre, per Cia Umbria, che accompagna l’amministrazione nella promozione del prodotto, il direttore Catia Mariani e Walter Trivellizzi. “Stiamo lavorando per ridare la giusta dignità a questo prodotto molto diffuso in tutte le cantine, che ha una sua identità – ha affermato il sindaco Gareggia -. Per questo oggi costituiamo anche un’associazione che sarà partner del Comune nel percorso verso il tanto agognato riconoscimento”. “È un vino da dessert, da meditazione, da fine pasto, da salotto – ha commentato Valentini –, ma soprattutto è un prodotto legato alla storia: ne parla Plinio, Sante Lancerio, bottigliere di papa Paolo III Farnese, Andrea Bacci e recentemente Luigi Veronelli. Poi credo abbia avuto come alfiere Angelo Paracucchi, il grande cuoco originario di questa città che lo ha fatto bere a capi di Stato portando in giro quello che producevano qui i suoi fratelli”. “Dallo studio – ha spiegato Palliotti – è emerso che il vitigno uva Cornetta è autoctono del territorio di Cannara. Attraverso l’analisi molecolare e l’inserimento dei dati sui principali database nazionali ed europei è risultato che il profilo molecolare è autoctono. Il problema adesso è tirarlo fuori dall’anonimato”. In questo momento la Cornetta non esiste, nel senso che non è iscritta al registro nazionale delle varietà di vite da vino. L’obiettivo è quello di preparare un dossier da mandare al ministero competente per chiedere la necessaria iscrizione. Questo riconoscimento servirebbe anche ad allargare la scarsa pattuglia di vitigni autoctoni in Umbria che sono quattro, Grechetto, Trebbiano spoletino, Sagrantino e Grero”. Gli appuntamenti della manifestazione proseguono tra arte ed enogastronomia, venerdì primo aprile al Museo Città di Cannara alle 18 con la visita ad alcuni dipinti restaurati del XVIII secolo e alle 20 per l’iniziativa degustativa ‘La Vernaccia e i vini da meditazione incontrano l’arte’. Dalle 19.30 sarà anche attivo lo stand gastronomico Al cortile antico, mentre dalle 21.30, spazio a musica e intrattenimento in piazza Walter Baldacchini.

 

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