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Foligno, è ancora crisi di maggioranza. Trombettoni si dimette da presidente della prima commissione

Pubblicato il 18 Maggio 2016 14:10 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:24

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Nuovo colpo di scena nel centrosinistra folignate. Il consigliere Pd Lorella Trombettoni nella serata di martedì ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente della prima commissione consiliare. La comunicazione è stata inviata al sindaco Mismetti e agli organi competenti del Comune dopo il secondo vertice di maggioranza in due giorni. Faccia a faccia nel quale il sindaco ha cercato di ricompattare la propria coalizione, per arrivare al prossimo 24 maggio ed avere i numeri per approvare il bilancio e per far sì che nei prossimi tre anni di legislatura si possa governare senza ulteriori crisi e scossoni. Certo è che i numeri a disposizione di Mismetti sono risicati, visto che i “dissidenti” Schiarea, Ciancaleoni e Finamonti hanno rotto del tutto i rapporti con il resto della coalizione. Determinanti dunque sono quelli di Lorella Trombettoni ed Elio Graziosi. Ma le dimissioni della consigliera piddì potrebbero rimettere di nuovo in discussione tutto. Eppure nell’incontro di martedì pomeriggio la crisi sembrava essere rientrata, con una rinnovata convergenza soprattutto sulla Fils. L’obiettivo è quello di andare verso la ricapitalizzazione, puntando poi su incontri mirati con sindacati e lavoratori della partecipata. Oltre a questo, è spuntata anche l’ipotesi di nominare due consiglieri comunali quali supervisori della Fils. Ma non finisce qui, perché è possibile anche che il presidente Stefano Mattioli possa farsi da parte per portare a capo della governance una figura nuova. LETTERA DEI DISSIDENTI – Intanto tornano a farsi sentire i tre “dissidenti”, che spiegano di aver inviato lo scorso 10 maggio a Nando Mismetti un documento “al fine di favorire un rinnovato confronto”, dove Schiarea, Finamonti e Ciancaleoni “riconfermano la disponibilità ad un confronto propositivo e costruttivo in particolare con il sindaco”. “Ad oggi – scrivono – non abbiamo avuto riscontro adeguato se non plenarie assemblee assolutamente democratiche ma non produttive e alquanto evasive”. Nel documento, i tre chiedono una verifica politico-programmatica, “ristabilendo anche la necessaria corrispondenza tra maggioranza e giunta”. Tradotto, la richesta è quella di un rimpasto di giunta, per permettere nuovi ingressi da parte di almeno due dei tre. Nel documento, il sindaco viene sollecitato anche sulle tematiche dei fondi europei, partecipate, ex Zuccherificio e ruolo dell’ospedale “San Giovanni Battista”.

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