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Foligno, Stefania Filipponi chiede la revoca del cda di Fils

Pubblicato il 28 Maggio 2016 08:53 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:17

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Una presa di posizione forte. È quella che l’esponente di Impegno civile, Stefania Filipponi, chiede al sindaco Mismetti sul fronte della Fils attraverso una mozione urgente. Ovvero, la revoca del consiglio d’amministrazione della partecipata, unitamente a quella del Collegio dei revisori dei conti. Insomma, un passo indietro da parte degli attuali vertici Fils, in favore di “un nuovo management con adeguate professionalità”, chiamato a “verificare la situazione economico finanziaria e patrimoniale della società e ad adottare gli opportuni provvedimenti a tutela degli interessi pubblici”. Una richiesta, quella avanzata dalla capogruppo di Impegno civile in consiglio comunale, argomentata attraverso un lungo excursus storico. Nel documento vengono infatti ripercorse tutte le tappe che hanno portato alla situazione attuale di Fils, a partire dal lontano 2008 quando – spiega Filipponi – il consiglio comunale aveva “confermato, come strategica, la partecipazione nella società Fils” e “conferito, quale aumento di capitale, i mezzi operativi al momento utilizzati in amministrazione diretta dall’Ente”. Un viaggio lungo otto anni, con tappe appunto scandite dal conferimento a Fils del 60 per cento circa della proprietà dell’immobile di via IV novembre (sede della Vus) all’indebitamento complessivo della società che, al 31 dicembre 2013, ammontava quasi 5 milioni di euro; passando per la Rpa e il piano industriale 2014 e il rendiconto 2015. Fino ad arrivare alla recente modifica dell’assetto societario con il passaggio dall’amministratore unico ad un consiglio d’amministrazione a tre, ma soprattutto alla “perdita di esercizio di oltre 250mila euro” per il 2015, ipotizzata dal presidente Stefano Mattioli nella seduta della prima commissione dello scorso 28 aprile. “Se ciò venisse confermato – annuncia quindi la consigliera Filipponi -, la perdita di oltre un terzo del limite minimo del capitale sociale imporrebbe al socio, e quindi al Comune di Foligno, la ricapitalizzazione oppure la messa in liquidazione”. Da qui, dunque, l’invito al sindaco Mismetti a rivedere le strategie e ad invertire la rotta. 

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