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La Regione ultima chance per il Forno Nocera Umbra: “Speriamo in un acquirente”

Pubblicato il 6 Giugno 2016 13:44 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:11

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Tutte le speranze dei lavoratori e della Fai Cisl sono riposte nell’incontro di giovedì 9 giugno in Regione. L’occasione sarà quella per discutere del futuro del Forno Nocera Umbra, storico marchio di Foligno che sta vivendo una profonda crisi. I quindici dipendenti dei punti vendita da mesi sono a casa e lamentano il mancato pagamento della tredicesima mensilità di dicembre. Ma non finisce qui, perché quello che più preoccupa il sindacato e gli stessi lavoratori è la mancanza di una prospettiva futura. E’ per questo che lunedì mattina davanti ai cancelli del Forno è andato in scena un sit-in di protesta, per tenere alta l’attenzione su una vertenza che si spera possa essere risolta grazie all’intervento delle istituzioni. “Crediamo molto nelle potenzialità di un’azienda che ha diversi punti vendita dati attualmente in gestione. Non abbiamo mai capito le scelte industriali, perché quando non gestisci in prima persona le tue cose è chiaro che tutto diventa ancora più difficile – afferma Dario Bruschi, segretario regionale Fai Cisl – i punti vendita garantivano liquidità e speravamo che arrivasse un loro potenziamento, così come hanno fatto tutti i forni della zona. Purtroppo però non è stato così – prosegue – visto che le strategie della proprietà sono rimaste sempre le stesse”. Dopo un primo incontro in Regione svoltosi le scorse settimane, da Perugia è stata chiesta tutta la documentazione necessaria per conoscere i numeri reali dell’azienda. “Venderemo cara la pelle per sostenere i lavoratori rimasti senza lavoro – sottolinea Bruschi – Se la proprietà pensa di aver già individuato chi mettere fuori, sbagliano alla grande. Dall’incontro in Regione ci aspettiamo i numeri reali dell’azienda”. Attualmente i quindici dipendenti dei punti vendita percepiscono tra i 620 e i 630 euro al mese grazie all’attivazione della cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali potrebbero scadere il prossimo settembre, anche se la Regione si sta attivando per capire se ci sono i margini per prolungarla di un altro anno. Ma cosa possono fare le istituzioni? “Speriamo che si possa far ripartire un’azienda storica in un territorio già profondamente segnato dalla crisi del settore agroalimentare – spiega Bruschi – ci auguriamo che dalla Regione arrivi nuova liquidità o magari creare le condizioni per l’ingresso di un nuovo soggetto che acquisisca l’attività. Se le cose non cambieranno, non escludiamo nuovi sit-in”.

Fabio Luccioli
Fabio Luccioli
Direttore di Radio Gente Umbra e Gazzetta di Foligno

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