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Novelli, corteo dei lavoratori. Lunedì vertice al Mise

Pubblicato il 1 Dicembre 2016 16:45 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:39

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Hanno di nuovo sfidato il freddo i lavoratori della Novelli, che giovedì mattina sono scesi in strada per chiedere a grande voce la vendita della società. Circa centocinquanta i dipendenti che intorno alle 10.30 hanno bloccato l’ingresso nord di Spoleto, nei pressi della rotonda. Quella che si sta giocando è una partita fondamentale per il tessuto economico dello spoletino, già in forte crisi. I dipendenti dell’azienda agroalimentare chiedono infatti che i tre fratelli Torquato, Ferdinando ed Enzo Novelli diano il via libera per la vendita alla Igreco di Cosenza. Se i primi due si sono detti pronti a farlo, all’appello manca ancora il placet di Enzo. Se ne saprà di più lunedì, quando alle 17 le parti si ritroveranno nella sede capitolina del Mise per tornare a discutere. Una data fondamentale e che dovrebbe segnare la svolta. Lo sciopero di otto ore è stato ridimensionato, visto che con grande senso di responsabilità i lavoratori sono rientrati a turno in azienda per chiudere alcune importanti commesse e non perdere dunque clienti fondamentali. La Novelli si porta con sé un debito di 120 milioni di euro, che la famiglia Greco delle omonime Fattorie si accollerebbe, mettendo sul piatto anche 15 milioni di euro per il rilancio dell’attività. Un piano industriale nero su bianco ancora non c’è, ma sindacati e lavoratori vogliono con fermezza questo passaggio che può contare sulla supervisione del ministero dello Sviluppo economico. “La gente è esasperata – spiega Dario Bruschi, segretario regionale Fai Cisl -. Speriamo che alla fine ci sia una presa di coscienza da parte di tutta la famiglia per non mettere sulla strada 500 dipendenti con tutte le famiglie. Voglio ringraziare le forze dell’ordine che ci hanno seguito nel corteo di oggi, perché hanno capito le difficoltà di questi lavoratori”. Se lunedì non arriveranno gli esiti sperati, i sindacati si dicono pronti ad intensificare le azioni di protesta.

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