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Ex Ogr, salta il tavolo delle trattative: le manutenzioni sono a rischio

Pubblicato il 21 Aprile 2019 08:11 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:03

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Si fanno sempre più scure le nubi sulle ex Ogr di Foligno. Le Officine manutenzioni cicliche di Trenitalia sono osservate speciali di lavoratori e sindacati, che chiedono certezze per il futuro. Certezze che vanno da nuovi investimenti sul fronte del personale e su quello delle infrastrutture, per migliorare una realtà che altrimenti rischierebbe di rimanere obsoleta. Alla protesta della scorsa settimana di fronte ai cancelli di via Campagnola, negli scorsi giorni è seguito un incontro a livello nazionale tra sindacati e Trenitalia. Il tavolo delle trattative però è saltato pochi minuti dopo la convocazione, visto che dall’azienda non sono arrivate risposte soddisfacenti per il comparto della manutenzione dei treni a livello nazionale. Permane la preoccupazione dei sindacati sull’esternalizzazione dei lavori: una strategia che sembra prendere sempre più piede all’interno di Trenitalia. “Tutte le nostre preoccupazioni sono confermate” spiegano dalla Filt Cgil nazionale, che ha preso atto della volontà da parte dell’azienda “di ridurre il perimetro delle manutenzioni”. Ma a preoccupare è anche il piano di sviluppo, un tempo programmato fino al 2023 e che ora Trenitalia pare voglia portare avanti solamente fino alla fine del 2019. Per i sindacati questo è un passo indietro rispetto agli accordi del 2018, raggiunti dopo otto mesi di trattative. Ora le organizzazioni sindacali per riprendere il confronto chiedono la presenza dell’amministratore delegato di Trenitalia. I timori del nazionale si ripercuotono anche a livello locale, con il futuro delle Omcl che sembra essere sempre meno sicuro. “I nostri timori non sono stati sgombrati dal campo – precisa Ivano Bruschi della Filt Cgil Umbria -. E’ per questo che siamo pronti a portare avanti la nostra battaglia sia in ambito locale che nazionale. Per quanto riguarda Foligno, a breve terremo un incontro con la dirigenza delle ex Ogr per far sì che le nostre esigenze vengano riportate anche ai vertici nazionali”. In tutto ciò, non sono escluse nemmeno forme di protesta più dure, come lo sciopero.

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