A sei mesi dall’ultimo scossone politico, cambia nuovamente la fisionomia della giunta del Comune di Foligno. Dopo l’addio di Silvia Stancati, anche un altro assessore è costretto a gettare la spugna. Si tratta dell’esponete socialista Emiliano Belmonte, che in queste ore ha consegnato al sindaco Nando Mismetti la sua lettera di dimissioni. Diverso il modo di salutare, visto che alla Stancati vennero tolte le deleghe da parte del sindaco. Identica invece la motivazione: il primo cittadino deve riacquistare più voti possibili all’interno del consiglio comunale e, con le dimissioni di Belmonte, tornerebbe a sorreggere la maggioranza anche il socialista Roberto Ciancaleoni. Una guerra fratricida all’interno del Psi che ha convinto Belmonte, per il bene del governo cittadino, a cedere il passo. A dimostrare tutta la fragilità della maggioranza è stato l’ultimo consiglio comunale, nel quale il bilancio di previsione è passato per un solo voto in più rispetto a quelli necessari. Ora, con Ciancaleoni di nuovo riallineato al centrosinistra, Mismetti potrà proseguire in maniera più tranquilla il secondo mandato amministrativo da sindaco. Le dimissioni di Emiliano Belmonte arrivano all’indomani di un paio di settimane decisamente travagliate all’interno del Psi e di tutta la maggioranza cittadina. Già, perché l’oramai ex assessore è stato sulla graticola per diversi giorni, passando dalla sicura permanenza all’addio incondizionato. Se politicamente la mossa salva Mismetti, a margine di questo nuovo cambio in giunta rimangono diversi interrogativi. Il primo è sicuramente quello legato al merito. Nessuno degli assessori “tagliati” è stato fatto fuori per incapacità. Ad escluderli sono stati solamente meri computi numerici per far tornare la maggioranza in consiglio comunale. La seconda questione è strettamente correlata alla prima. Resosi conto che non esistono più le condizioni per portare a termine il mandato, il sindaco di Foligno non ha mai pensato alle dimissioni? Forse questa ipotesi avrebbe penalizzato in primis chi in questo periodo ha tenuto in “scacco” l’amministrazione. In seconda battuta poi, avrebbe permesso al sindaco di salvare la faccia. Per come stanno andando le cose infatti, è sotto gli occhi di tutti i cittadini che il Mismetti bis si tiene in piedi a forza di curare i “mal di pancia” dei singoli. IL DOPO BELMONTE – Intanto è scattato già il toto nomi per quanto riguarda la persona che prenderà il posto di Emiliano Belmonte in giunta. Mismetti si aspetta dall’ex assessore, ma soprattutto dal direttivo regionale del Psi (leggasi Rometti), una rosa di nomi dalla quale poter pescare. In discesa le quotazioni dei vicesegretario comunale dei socialisti, Francesco Angelucci. Tra i papabili, c’è il ritorno in giunta di Stefania Mancini, già assessore nel precedente governo Mismetti. Anche allora, la Mancini entrò a legislatura in corso per sostituire Massimiliano Romagnoli. LA LETTERA – Ecco la lettera consegnata da Belmonte al sindaco. “Alla luce dei gravi fatti politici succeduti in questi mesi sia nella maggioranza di centro sinistra sia all’interno del mio partito, ritengo necessario da parte mia compiere un gesto di responsabilità istituzionale nei confronti di tutti i cittadini. Pur prendendo atto dopo il colloquio avuto con il sindaco Mismetti e con i consiglieri di maggioranza che non sussistono motivi politici né personali da giustificare una mia fuoriuscita dalla giunta, ricevendo anzi gli apprezzamenti di questi e del partito cittadino con le firme di 60 tesserati e dei 25 candidati del 2014 per farmi desistere da queste dimissioni. Devo comunque prendere coscienza che l’assenza del voto cruciale del nostro consigliere comunale dissidente Ciancaleoni pesa troppo sulla crisi di maggioranza di questa città. Mette a repentaglio l’intera maggioranza in consiglio comunale che rischierebbe di saltare. La mia presenza in giunta, che ricordo essere giustificata dal fatto di essere stato primo degli eletti nelle amministrative del 2014 con 350 preferenze personali e 850 della lista da me costruita e dunque con l’aver contribuito alla vittoria della coalizione, è ritenuta ostile dal mio consigliere Ciancaleoni entrato in Comune grazie alle mie dimissioni da consigliere per fare l’assessore. Pur non avendo apportato in questi mesi quest’ultimo nessun tipo di contributo politico in consiglio comunale né aver dato dei reali motivi politici critici alla mia azione amministrativa, il Ciancaleoni fa sapere che tornerà in maggioranza sostenendo la coalizione di centro sinistra solo se io non ci fossi più. Ritenendo dunque a ventinove anni che la dignità umana e politica non ha prezzo e che se vogliamo realmente cambiare le cose in questa città e in Italia, dobbiamo noi per primi distaccarci da equilibri e giochi così squallidi e personalistici e non volendo, per il fine di salvaguardare la mia posizione personale, mettere a repentaglio la tenuta della maggioranza in una fase così delicata per la città di Foligno con forzature di qualsiasi sorta: non ho problemi a risolvere io stesso la criticità del sindaco. Consegno dunque a lui le mie dimissioni dalla carica di assessore. Purtroppo la legge nazionale non permette a me che sono eletto di tornare a fare il consigliere comunale come i cittadini che mi hanno votato avevano richiesto. La strategia politica costruita contro la mia persona ha avuto il sopravvento. Mi assumo la responsabilità di essermi candidato con queste persone e non farò scontare alla città né al partito questa mia ingenuità. Mi dedicherò ai miei studi storici e al volontariato nel mondo della disabilità a cui va il mio pensiero chiedendo ufficialmente alla giunta di completare il piano di sostegno alle famiglie e alle persone con disabilità con contributi economici alle famiglie e con l’abbattimento di qualsiasi barriera sociale e architettonica. Sto valutando la proposta del mio partito di assumere la carica di segretario comunale e di coordinatore regionale per il rilancio politico sull’area vasta del partito stesso, ma sono invece già sicuro di essere pronto a contribuire da esterno senza rimborsi alcuni a qualsiasi iniziativa associativa in favore della città. Guardo poi alla costruzione di un progetto politico serio per Foligno, socialriformista repubblicano e liberale che abbia nei principi umani di dignità, dovere e moralità le basi che sino adesso non hanno contraddistinto questa esperienza politica. Un progetto che si aprirà solamente a cittadini e candidati che non vorranno perseguire fini personali e materiali. Saluto i tanti amici che mi hanno sostenuto in questi anni, i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, i dipendenti del Comune di Foligno e tutte le istituzioni cittadine. Un ringraziamento particolare va alla mia famiglia e ai vertici del mio partito che sino all’ultimo hanno tentanto di farmi desistere da tali dimissioni a cominciare dalla segretaria Antonella Donati al vice Daniele Pocceschi e ai vertici regionali del mio partito, Carini Cesare e Silvano Rometti su tutti a cui va la mia stima e il mio affetto. Fa male andarsene senza un motivo dopo averci messo il cuore: i varchi, il piano parcheggi, il piano di protezione civile, la digitalizzazione dell’edilizia lo sconto alle famiglie per gli abbonamenti scolastici e le tante iniziative da me iniziate. Spero possano essere portate avanti da chi mi succederà. Sarà sicuramente motivo di riflessione e di crescita personale stare lontano da logiche che non mi appartengono consentendomi di presentarmi alle elezioni del 2019 insieme ai miei coetanei e iscritti con una determinazione ancora maggiore. Assessore Emiliano Belmonte”.
Foligno, si dimette l’assessore Belmonte: Mismetti recupera un voto in consiglio comunale
Pubblicato il 4 Aprile 2017 08:12 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:42
Emiliano Belmonte
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