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Covid, in Umbria il 75% dei contagiati non è vaccinato: più colpiti i giovani

Pubblicato il 22 Luglio 2021 12:12 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:07

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“La vaccinazione è la principale arma che abbiamo contro il virus”. Lo ha ribadito l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, nel corso del consueto appuntamento settimanale dedicato all’andamento epidemiologico in Umbria. Andamento che, com’è ormai noto, sta evidenziando un incremento dei contagi su tutto il territorio regionale, “al pari – ha dichiarato Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico umbro – di quanto sta avvenendo nel resto dell’Italia”.

I dati, però, evidenziano come la diffusione dell’infezione sia maggiore tra i non vaccinati. “A partire dal primo luglio scorso – ha dichiarato al riguardo Cristofori – tra i soggetti che si sono positivizzati, il 75% risulta non vaccinato, il 16% ha ricevuto solo la prima dose e il restante 9% ha effettuato il ciclo completo”. Maggiore diffusione tra le fasce più giovani. “L’incidenza nella fascia 14-18 – ha spiegato Carla Bietta del nucleo epidemiologico regionale – è di 124 casi su 100mila abitanti contro una media regionale che si attesta al 22,6. In quella tra i 19 e i 24 anni è di 84,7. Sotto la media regionale, invece – ha proseguito -, l’incidenza per le fasce 69-60 e over 70, a dimostrazione dell’efficacia della vaccinazione”. E proprio sul fronte vaccinale risulta del 35% il dato dei giovani tra i 29-20 anni che non hanno aderito alla campagna. Dato che sale addirittura al 63% se si guarda alla fascia 19-12.

L’infezione, dunque, si propaga, “anche se – ha commentato Cristofori – con numeri ancora bassi, benché importanti”. L’indice Rt si attesta a 3,7 su una media mobile a 7 giorni, rispetto al 2,15 della media nazionale. In risalita anche l’incidenza con 22,6 casi su 100mila abitanti. “Incidenza – ha proseguito Cristofori – che non presenta differenze significative tra Usl1 e Usl2 e tra i territori provinciali di Perugia e Terni”. Anche sul fronte distretti la situazione appare ancora sotto controllo: tutti sotto i 50 casi su 100mila abitanti. Nel Folignate il dato è di 21,78 casi su 100mila abitanti. “Quasi nessun Comune umbro supera i 100 casi su 100mila abitanti – ha aggiunto Marco Cristofori – con la sola eccezione di Marsciano e Passignano sul Trasimeno tra quelli che hanno una popolazione superiore a 5mila persone. L’indice di positività si attesta, invece, al 2,39%. Aumentano i contagi, ma resta stabile la situazione sul fronte decessi, terapie intensive ed anche ricoveri ordinari. Critico il tracciamento. “Riusciamo a rilevare solo la parte più grossa – ha concluso Carla Bietta – mentre c’è un sommerso che non riusciamo a rintracciare”.

“Anche in Umbria c’è stato un aumento dell’infezione – ha commentato Coletto – che colpisce prevalentemente i giovani, per lo più in forma asintematica o paucisintomatica, mentre sul fronte ricoveri e terapie intensive siamo al di sotto dei parametri di sicurezza che probabilmente il Governo adotterà nelle prossime ore. Sul fronte vaccinale non abbiamo niente da recriminare su quanto fatto fino ad ora. Continueremo così e cercheremo di accelerare la vaccinazione sugli under 30”. L’assessore Coletto ha quindi riportato i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali sulla valutazione della capacità di resilienza. “Valutazione che – ha sottolineato – vede l’Umbria ai primi posti sugli screening mammografici, colon-rettali e cervicali nonostante la pandemia”.

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