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Diabete di Tipo1, dall’Università di Perugia possibile svolta per la cura

Pubblicato il 11 Luglio 2021 09:03 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:09

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Ci sono delle eccellenze nella nostra regione che lavorano sempre in silenzio portando a casa dei risultati eccezionali, ed una di queste è il professor Riccardo Calafiore, direttore della Struttura Complessa di Medicina Interna e Scienze Endocrine e Metaboliche, docente di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia. Al suo gruppo di ricerca operante nel Laboratorio per i Trapianti Cellulari ed Organi Bioibridi, è stato assegnato l’importante compito di microincapsulare le isole pancreatiche umane di donatori d’organo, in quanto varò, con il permesso dell’Istituito Superiore di Sanità nel 2003 in maniera pioneristica, e primo a livello internazionale, i trapianti di isole avvolte in microcapsule costituite da alginato di sodio “clinical grade”, un polimero estratto da alghe marine, nel peritoneo di pazienti con diabete di tipo 1 producendo risultati molto positivi. Ora all’ospedale Niguarda di Milano un nuovo progetto prevede l’utilizzo di una sede di impianto del tutto innovativa mai impiegata finora, una tasca dell’omento, nell’addome, raggiungibile per via laparoscopica, che potrebbe ovviare ad alcune delle criticità incontrate negli studi precedenti. Il professor Federico Bartuzzi, responsabile della Diabetologia di Niguarda, con la collaborazione dello staff dei nefrologi, chirurgi dei trapianti, anestesisti e della terapia tissutale, spiega: “Utilizzeremo delle speciali microcapsule per trapiantare le cellule pancreatiche all’interno della membrana che circonda gli organi addominali (omento), e ci si aspetta che grazie a queste capsule protettive, prodotte dal gruppo di ricerca del professor Riccardo Calafiore dell’Università degli Studi di Perugia, il sistema immunitario del paziente con diabete Tipo 1 non sia in grado di distruggere le cellule pancreatiche, le quali potranno quindi iniziare a produrre l’insulina necessaria”. Il progetto è in collaborazione con il Diabetes Research Institute di Miami”. A volte non serve guardare lontano per cercare uomini che tentano di fare la storia, a volte basta aprire una porta di un laboratorio universitario per trovare degli scienziati dediti al loro lavoro in silenzio e soprattutto con grande umiltà.

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