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Ztl in via Campagnola, i legali illustrano il ricorso al Tar: “Discrepanza col Pums”

Pubblicato il 18 Giugno 2021 11:17 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:14

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“Vizi tecnico amministrativi, carenza istruttoria e scelte univoche dall’alto”. L’avvocato Giuseppe Caforio passa così in rassegna le motivazioni del ricorso al Tar con cui si richiede l’annullamento della delibera che istituisce la Ztl in via Campagnola di Foligno. Lo fa, insieme al legale Stefano Mingarelli e al portavoce del comitato dei cittadini di San Paolo, Francesco Tartaglini, durante la conferenza stampa di giovedì, tenuta, appunto, per fare luce sui dettagli del ricorso e per ribadire il dissenso di cittadini, commercianti, associazioni e comitati, ormai da settimane preoccupati dagli effetti delle modifiche alla viabilità.

Viabilità che, a sentire Caforio, costituisce un “interesse collettivo” e che merita, quindi, di essere discussa con una concreta partecipazione della comunità. Nel caso in esame, per l’avvocato, “questa misura così impattante non è stata oggetto di procedimento partecipativo alcuno”. L’analisi del legale prosegue poi con la constatazione che le decisioni sulla mobilità siano di competenza del consiglio comunale, cui spetta dunque la produzione del documento programmatico che risponde al nome di Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums). “Tra questo e la delibera di giunta dello scorso 11 marzo c’è discordanza – osserva Caforio – perché il Pums, di fatto, non contempla la Ztl per via Campagnola”. Alla luce di questa discrepanza, Caforio evidenzia come il Pums avrebbe dovuto eventualmente subire delle modifiche, prima di ripassare sul tavolo della massima assise cittadina per la votazione. Sede in cui, stando ai ricorrenti, non avrebbe dovuto partecipare il sindaco alla luce del conflitto d’interessi spiegato dal fatto che, lo stesso primo cittadino, dimora in via Campagnola.

Sono altre, poi, le questioni sollevate dai legali portavoce del dissenso di circa 500 cittadini. In particolare c’è quella relativa all’aumento del traffico nelle arterie che, con il blocco di via Campagnola, raccoglierebbero i flussi deviati. “Riteniamo non si sia tenuto conto degli effetti che ricadranno su parte della cittadinanza – attaccano i legali -. A noi risulta che la zona a traffico limitato imporrebbe ad alcuni cittadini una percorrenza fino a 12 chilometri solo per il tragitto casa lavoro”. Problemi di viabilità, dunque, anticamera di problemi di introiti per le attività commerciali della zona interessata dalla modifica. Osservando, inoltre, come sia rara l’istituzione della Ztl in aree periferiche, i ricorrenti sperano ora che il Tar, cui hanno indirizzato un’istanza per sollecitare l’urgenza del ricorso, stabilisca quanto prima la data dell’udienza, che potrebbe verosimilmente arrivare entro l’estate. Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, ricordiamo infine, ha raccolto un totale di 38 firme, di cui oltre 20 apposte da titolari di esercizi commerciali.

Malcontento che riguarda anche i lavoratori delle ex Omc e rispetto cui sono entrate nuovamente nel merito Cgil, Cisl e Uil. “Non sono bastate pec, interlocuzioni ufficiali e scambi di probabili soluzioni per risolvere il problema delle ricadute sulle maestranze delle Ogr – scrivono in una nota Ciro Zeno di Filt Cgil, Fabio Ciancabilla di Fit Cisl e Sergio Lombardi di Uiltrasporti -. L’amministrazione comunale va per la sua strada senza se e senza ma”. I tre sindacalisti non si dicono, quindi, affatto soddisfatti della “superficialità e leggerezza riservata dalle istituzioni comunali, dal momento che – aggiungono – avevamo chiesto per una parte dei lavoratori di poter accedere alla Ztl in entrambe i sensi di marcia, per evitare che all’uscita dal servizio tutti indistintamente avessero l’obbligo di passare per via Piave. Ma il dato tratto – osservano – è stato un nulla di fatto, siamo dispiaciuti per la chiusura dimostrata da palazzo Orfini Podestà”. 

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