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L’Umbria resta arancione ma chiude i negozi il sabato pomeriggio e la domenica

Pubblicato il 5 Marzo 2021 18:14 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:44

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L’Umbria resta in “fascia arancione”. Arrivata la conferma del Ministero della salute, la Regione ha emesso una nuova ordinanza che rimarrà in vigore fino al 21 marzo prossimo, “salvo – fanno sapere da palazzo Donini – modifiche anticipate in base al mutamento del quadro epidemiologico. Le disposizioni contenute nel documento si allineano al nuovo Dpcm, confermando alcune delle misure già in essere, ma non solo. Secondo quanto spiegato dalla presidente Donatella Tesei, infatti, sulla base del confronto con il Comitato tecnico scientifico e sentito il ministro della Salute Roberto Speranza, sono state individuate ulteriori restrizioni “calibrate in base alla diffusione del contagio”. 

Tra le modifiche, rispetto all’ordinanza precedente, l’adeguamento al Dpcm per l’orario del coprifuoco in tutto il territorio regionale, che sarà dalle 22 alle 5 del giorno successivo, anche allo scopo di facilitare i servizi di asporto e la possibilità nella sola provincia di Terni di tenere attività corsistiche individuali in presenza (a titolo esemplificativo e non esaustivo gli ambiti delle arti musicali, figurative, teatrali, danza, nonché le attività inerenti le lingue straniere nel rigoroso rispetto delle norme inerenti il distanziamento interpersonale).

Per ciò che riguarda il commercio, confermati i protocolli di sicurezza già in vigore, è stata disposta la chiusura dalle 14 del sabato e per tutta la giornata di domenica di tutti gli esercizi commerciali di vicinato, medie e grandi strutture di vendita al dettaglio ad esclusione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, edicole, librerie, tabacchi, lavanderie e tintorie. È inoltre vietata l’apertura, sempre dalle 14 del sabato e nella giornata di domenica, di ogni attività commerciale esercitata su aree pubbliche ad esclusione dei generi alimentari e prodotti agricoli e florovivaistici. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali nonché dei mercati, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, edicole, librerie, tabacchi, lavanderie e tintorie.

Infine per quel che riguarda le norme comportamentali sono state introdotte alcune novità, a cominciare dal divieto di consumazione di bevande alcoliche all’aperto nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico per l’intera giornata. Disposto poi il divieto di assembramento nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico nonché in prossimità di pubblici esercizi, esercizi commerciali ed artigianali durante il consumo di alimenti e bevande e il divieto di distribuzione di alimenti e bevande, mediante sistemi automatici (distributori automatici), che affacciano nelle pubbliche vie dalle 18 alle 5 del giorno successivo. Vietate anche la attività sportive e ludiche di gruppo, nei parchi ed aree verdi e l’utilizzo delle aree gioco dei medesimi. Per quel che riguarda, infine, scuole, attività di laboratorio, sport, attività venatorie e associazionismo sono confermate le prescrizioni già in essere.

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