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Foligno, appello al sindaco: “S’impegni su sanità pubblica e Polo unico con Spoleto”

Pubblicato il 9 Settembre 2022 11:33 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:40

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Il Pd di Foligno impegna sindaco e giunta “ad esprimersi incondizionatamente a sostegno della sanità pubblica”, ma non solo. Tutto parte da un ordine del giorno preparato a livello regionale dal Partito democratico affinché i consiglieri comunali “dem” potessero appunto presentarlo nei rispettivi Enti. Un ordine del giorno avente per oggetto “Azioni per la sanità pubblica umbra” e che, sulla base, tra le altre cose, di “significative criticità nell’erogazione dei servizi” e del “sempre più ampio affidamento alla sanità privata perpetrato dall’attuale giunta regionale” – solo per riportare alcuni passaggi del documento -, invocava un cambio di passo. Un cambio di passo voluto dal Pd, insomma, che, nella fattispecie della città della Quintana, è stato chiesto all’amministrazione di palazzo Orfini Podestà. Ma il gruppo consiliare folignate, al netto delle problematiche che scorge sul territorio, non si è solo limitato a chiedere – come sopra riportato – di “esprimersi incondizionatamente a sostegno della sanità pubblica”.

Piuttosto è andato oltre, rivolgendo al primo cittadino, Stefano Zuccarini, e alla sua giunta richieste che ha ritenuto più specifiche ed attinenti al contesto locale. A partire dall’impegno a perseguire la realizzazione del progetto “Unico Polo Ospedaliero articolato nelle due sedi di Foligno e Spoleto”, che, dicono gli esponenti, “rappresenterebbe il terzo polo ospedaliero regionale dopo quelli di Perugia e Terni”. Stesso progetto che permetterebbe di “avere un’unica direzione sanitaria, razionalizzare le attività svolte, con innegabili benefici anche in termini di fabbisogno di personale, e costituire uniche strutture complesse che operino in entrambi i presidi ospedalieri, ciascuna sotto la guida di un’unica direzione apicale”. E ancora, in ballo ci sarebbe la “mobilità degli operatori tra le due sedi al fine di perseguire la massima omogeneità assistenziale” e la “differente vocazione dei due presidi ospedalieri, con quello di Foligno principalmente concentrato sull’urgenza e quello di Spoleto indirizzato sulle attività programmate”. Altro impegno che il Pd intende strappare al sindaco e alla giunta è quello di “vigilare, vista la mancata ubicazione a Foligno di un ospedale di comunità, sul mantenimento e lo sviluppo della sanità territoriale in tutte le sue articolazioni e declinazioni, come per esempio l’entrata a regime delle case di comunità, rete delle cure palliative, hospice compreso, centri diurni per l’Alzheimer, centri di salute mentale, consultori, riabilitazione nelle sue diverse branche e servizio di continuità assistenziale”. Infine, vengono richieste al governo cittadino “azioni politiche ed istituzionali per sensibilizzare la giunta regionale a rivedere i propri orientamenti sul ruolo della sanità pubblica in Umbria, con particolare riferimento al territorio della valle umbra”.

I PROBLEMI – Tutte richieste arrivate, come detto, sulla base di diverse criticità della sanità locale ravvisate, appunto, dal Partito democratico. Tra cui quelle dell’ospedale “San Giovanni Battista” che fanno riferimento “alla carenza generalizzata in tutti i reparti di medici, infermieri, ostetriche e tecnici, alle difficoltà organizzative e gestionali causate anche dalla vacanza di ben dieci ruoli primariali, al mancato rinnovo ed adeguamento di apparecchiature e macchinari, delle sale operatorie, sale parto e delle dotazioni impiantistiche, tecniche e tecnologiche; così come alla disattivazione di alcuni importanti servizi come il maxillo-facciale e al notevole ritardo accumulato nell’erogazione delle prestazioni specialistiche, con liste di attesa che presentano tempi inaccettabili e spesso incompatibili con le patologie di cui i pazienti sono affetti”. I “dem” pongono infine l’accento sulla “crisi della sanità territoriale in tutte le sue articolazioni, che – concludono – diventerà probabilmente irreversibile dopo la razionalizzazione del numero dei distretti sanitari”.

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