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Foligno, Lucangeli sull’uscita dalla Lega: “Non mi faccio prendere per il bavero”

Pubblicato il 10 Giugno 2022 15:11 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:58

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A saltare subito all’occhio è stata la sua assenza tra i banchi della maggioranza o forse, ancor di più, l’aver scelto di sedersi dalla parte opposta, tra i membri dell’opposizione. È da lì, infatti, che Caterina Lucangeli ha preso la parola, in occasione del consiglio comunale di venerdì 10 giugno, per spiegare il perché della sua uscita dalla Lega, partito con il quale era stata eletta alle amministrative del 2019, e il suo approdo al Gruppo misto.

Gruppo che – lo ricordiamo – condividerà con un altro ex leghista, Domenico Lini. Consigliere che, però, è rimasto a sedere tra i banchi della maggioranza, assicurando pieno sostegno al sindaco Zuccarini e alla sua giunta. Passaggio, questo, che invece è mancato nel discorso di commiato di Caterina Lucangeli. “Il ruolo di consigliere e la sua funzione senza vincolo di mandato, come recita l’articolo 67 della Costituzione italiana – ha spiegato nel suo intervento – mi indica di rispondere solo alla mia coscienza, senza farmi prendere per il braccio e finanche per il bavero da qualcosa che non mi piace”. Lucangeli ha quindi parlato di “libertà come dogma”, come “bene prezioso da tutelare ad ogni costo, figurarsi – ha aggiunto – seguire passivamente dei voleri e delle decisioni prese da altri e non condivise”. “Pensare, e ancor peggio credere, che gli altri sono sempre più sciocchi è un errore marchiano – ha quindi sottolineato -, che se protratto nel tempo può avere effetti poco graditi”.

Insomma, un messaggio chiaro all’indirizzo della maggioranza, del quale si era intuito qualcosa anche ad inizio intervento, quando, citando Cicerone, aveva parlato dell’amicizia come di un “sentimento disinteressato, che non nasce dalla ricerca dell’utile – ha detto – ma da un’inclinazione assolutamente naturale che unisce le persone e diviene la più nobile delle questioni quando si allarga alla sfera pubblica, favorendo così il bene della comunità”. “La sua più autentica manifestazione – ha proseguito – è proprio in quella concordia sociale e civile che è alla base della moralità della cittadinanza e della forza di qualsiasi amministrazione. Questo, per me, neofita della politica è contato tantissimo nelle scelte che ho intrapreso. In primis nell’aiutare un amico e poi nel lasciare la Lega”. Una posizione netta, quella delineata da Lucangeli, quindi, e rafforzata da un’ultima frase. “Vedremo, eventualmente in futuro – ha infatti concluso -, se avrò avuto ragione, oppure…”.

Un intervento che non è passato inosservato, soprattutto tra le fila dell’opposizione. Per il capogruppo del Pd, Elia Sigismondi, quella annunciata da Lucangeli sarebbe, infatti, “anche un’uscita dalla maggioranza”. “Dalla collocazione (fisica, ndr) sembra sia passata all’opposizione – ha detto – ma non so se, in base ai consigli, siederà una volta tra la maggioranza e una volta tra la minoranza”. Per Sigismondi, però, non se ne può fare una questione di amicizia. “Quello che succede qui dentro – ha quindi detto – non ha nulla a che fare né con la sfera dell’amicizia né con quella personale. Qui svolgiamo un ruolo su mandato dei cittadini e spero che le scelte che alcuni consiglieri compiono, diverse da quelle fatte a inizio legislatura, siano veramente prese sulla base degli ideali, rancore o dispiacere e non le solite furbate – ha concluso – ad opera dei furbetti del quartierino a cui il centrosinistra si è dovuto abituare”.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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