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Coronavirus e nuove opportunità: a Sant’Eraclio l’oratorio-arcipelago rianima il territorio

Pubblicato il 19 Luglio 2020 07:18 - Modificato il 6 Settembre 2023 11:00

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Giro di boa per gli oratori estivi di Sant’Eraclio. Nell’Unità pastorale della frazione folignate, così come nel resto del territorio, i laboratori al tempo del Coronavirus sono diventati una vera e propria opportunità. Già, perché i laboratori-arcipelago imposti dalle normative anti contagio e suggeriti dalla Conferenza episcopale italiana, hanno letteralmente fatto centro. Nel caso di Sant’Eraclio, le cinque “isole” che hanno ospitato i circa ottanta bambini, hanno permesso ai più piccoli e ai loro educatori di rivitalizzare tutto il territorio. Dal centro della frazione passando per gli altri paesini di Cancellara, Santo Stefano dei Piccioni e Colle Scandolaro, questo primo mese di oratorio estivo ha già portato i suoi frutti. Ragazzi maggiormente responsabilizzati, famiglie ancora più attente ai programmi e alla condivisione e maggiore contatto con la comunità locale. Tra i tanti laboratori messi in campo, nelle prime settimane è stato realizzato anche quello capace di abbracciare virtualmente il territorio. In tutto lo spazio dell’oratorio-arcipelago sono state infatti installate delle manine di carta create dai bambini. Al loro interno disegni e frasi simbolo delle loro attività. “Volevamo abbracciare chi ci ospita – spiega Stefano Emili, tra i responsabili dell’oratorio estivo di Sant’Eraclio -. Non potendolo fare fisicamente, abbiamo idealmente toccato le menti ed i pensieri delle persone che si sono soffermate a leggere ciò che abbiamo fatto in questo primo mese di laboratori”. Da lunedì prenderà il via il secondo ed ultimo mese di laboratori. La dislocazione in vari gruppi potrebbe però rimanere una soluzione da sfruttare anche in futuro. Oltre che per le disposizioni di legge, divisi in questa maniera i ragazzi sono maggiormente coinvolti nelle attività proposte da educatori e animatori. Laboratori itineranti, che hanno portato i partecipanti ad esplorare la natura come monte Aguzzo, Civitella e Vallupo, oltre che pedalare lungo Casco dell’Acqua. In questo caso, prezioso è stato anche il contributo dato dagli agenti della polizia locale. “I vincoli del Dpcm e del Coronavirus – afferma Stefano Emili – ci hanno stimolato per far vivere quelle frazioni che durante il corso dell’anno vedono una vitalità un po’ affievolita dovuta allo spopolamento. E’ stato un esperimento riuscito bene due volte”.

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