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Radici ben salde: Giotti e Contrastanga scaldano l’inverno quintanaro ricordando il passato

Pubblicato il 4 Marzo 2020 15:52 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:02

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Non c’è futuro senza passato. E’ con questo spirito che a Foligno Giotti e Contrastanga scaldano l’inverno quintanaro. E’ attraverso due importanti eventi che i due rioni vogliono celebrare il passato, per tenere viva la memoria di quelle che sono le loro radici nella Quintana moderna. Il primo appuntamento è già andato in scena ed è quello organizzato dal rione di via Piermarini. Sabato scorso, il popolo contrastanghino si è ritrovato nella sede rionale per celebrare la figura dello storico priore Anita Chiucchi, capace di dare un’indelebile impronta a tutto il mondo della Quintana. Per ricordarla, il Contrastanga ha organizzato un’intervista a quelli che sono stati i “ragazzi di Anita”, ovvero storici rionali che hanno raccontato il loro rapporto con la “priora”, descrivendo come era la Quintana degli anni Sessanta e Settanta. All’evento, aperto dalle parole del priore Carlo Mattioli, ha partecipato anche il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli. Intervistati speciali gli ex priori Daniele Mantucci e Maurizio Metelli. Con loro anche Raoul Tiberti, Francesco Bartoli e Vito Laffranchi. Attraverso gli aneddoti e le curiosità di una Quintana che non c’è più, i nuovi rionali – grandi e piccini – hanno potuto così approfondire un leggendario pezzo di storia gialloblu. Terminata la chiacchierata, tutti a cena per festeggiare lo speciale evento. MOSTRA FOTOGRAFICA – Non sarà da meno l’iniziativa messa in campo dal Giotti. La contrada di piazza Faloci punta ad arricchiere lo straordinario museo rionale attraverso una mostra di vecchie fotografie. “Una storia di famiglia”, questo il titolo dell’iniziativa, punterà a costruire il primo archivio fotografico del rione curato da Luca Petrucci. Fino al prossimo 30 aprile il Giotti invita tutti coloro che abbiano in casa fotografie di ogni epoca, a portare in sede delle copie. Successivamente, dal 31 maggio al 25 ottobre, le foto saranno esposte all’interno del museo “Societas Juctorum”. Al termine della mostra, tutte le foto donate andranno a comporre un archivio. “Sono entusiasta ed orgoglioso – commenta il fotografo Luca Petrucci -. In paesi dove la cultura fotografica è sicuramente superiore alla nostra, la ‘fotografia vernacolare’ ha una rilevanza importantissima. Fare patrimonio di questo tipo di fotografia è un’iniziativa davvero molto importante dal punto di vista storico e umano”. I responsabili punteranno a dare un senso filologico, estetico ed espositivo alla selezione.

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