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Legambiente Umbria rinnova i suoi vertici: il nuovo presidente è Maurizio Zara

Pubblicato il 11 Novembre 2019 16:20 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:24

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Si è conclusa la due giorni di lavori indetta da Legambiente Umbria a Narni che ha portato al rinnovo del direttivo dell’associazione. Il nuovo gruppo di lavoro che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni ha visto l’elezione a presidente di Maurizio Zara. Confermati, invece, il vice Gianni Di Mattia e la direttrice Brigida Stanziola. Nominati, inoltre, i componenti del direttivo regionale, che vede una presenza importante di folignati. Tre, per la precisione, gli esponenti della città della Quintana che fanno parte della nuova squadra di Legambiente: si tratta di Daniela Riganelli, Marco Novelli e Diego Mattioli. A sedere al tavolo di lavoro anche Alessandra Paciotto, Martina Palmisano e Francesco Angelini. 

Questi, dunque, i nomi e i cognomi dei membri del nuovo direttivo regionale dell’associazione ambientalista che, come detto, saranno al lavoro per i prossimo quadriennio. La loro elezione nella giornata di domenica 10 novembre, al termine . come detto – della due giorni voluta da Legambiente, in occasione della quale si è anche tenuto l’EcoForum sull’economia circolare dei rifiuti con la premiazione dei comuni più ricicloni dell’Umbria. Ma non solo.

Nella giornata di domenica, infatti, il borgo umbro di Narni ha anche ospitato il congresso regionale. Tanti i temi toccati durante il dibattito. Su tutti la necessità di fare rete per poter incidere, coinvolgere e collaborare con i tanti soggetti che già si danno da fare sul territorio regionale, ma anche la volontà di allargare lo sguardo dei temi ambientali alle tante implicazioni sociali che comportano, e di converso le questioni ambientali che le problematiche sociali determinano. Ossia “L’Umbria in difficoltà e messa ai margini dalla crisi economica, dallo spopolamento e dalla fuga dei giovani – sottolineano dall’associazione ambientalista – e l’Umbria che potrebbe provare a rialzarsi solo cambiando paradigma, puntando finalmente su quanto di più prezioso ha, il proprio territorio e la propria cultura, tutelando il proprio ambiente e puntando sull’economia che rispetta l’ecologia, l’unica che ha un futuro”.

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